Biancavilla, storica ricorrenza: la Chiesa Madre compie 100 anni dalla sua elevazione a parrocchia

di Filadelfio Grasso

Una celebrazione eucaristica presieduta dal prevosto parroco don Agrippino Salerno, che ha inevitabilmente risentito degli effetti restrittivi della pandemia da Covid, si è svolta per ricordare il centenario dalla erezione a parrocchia della Chiesa Madre di Biancavilla, le cui origini risalgono all’arrivo di esuli albanesi nel XV secolo, e che da sempre rappresenta l’identità stessa della comunità.

Sebbene a volere l’istituzione delle parrocchie era stato il Concilio di Trento, l’attuazione di questa disposizione fu molto lenta e disuguale nelle varie aree geografiche. A Biancavilla fu l’arcivescovo card. Giuseppe Francica Nava che, portando a compimento i propositi da tempo perseguiti dai suoi predecessori, il 20 agosto del 1920 proclamò la Matrice “Parrocchia sotto il titolo della Beata Vergine Maria dell’Elemosina”.

Gli antecedenti

L’episcopato del Nava si contraddistinse per l’apertura alla dottrina sociale legata alla Rerum Novarum di Leone XIII e per l’attenzione alle nuove problematiche dovute alla nascita di uno Stato borghese, a nuove ideologie anticlericali e a moderne povertà che richiedevano interventi efficaci. Il cardinale orienta i propri sacerdoti e imposta la sua pastorale su nuove forme di presenza, a cominciare dalla formazione dei parroci che necessitavano di preparazione culturale e capacità di azione.

Nella conferenza episcopale del 1916 i vescovi siciliani avevano accertato che nelle diocesi non poteva più essere rimandato il riordino delle circoscrizioni parrocchiali: se l’organizzazione della cura delle anime era già inadeguata al tempo dell’Unità, adesso una riorganizzazione diventava improrogabile.

Fu indetto, quindi, un Concilio Generale presieduto dal cardinal Gaetano Lai in rappresentanza della Santa Sede. Le parrocchie e i parroci furono i temi privilegiati. Tra le funzioni stabilite, fu detto che al parroco incombe l’obbligo della predicazione, dell’omelia nelle messe festive, della catechesi e dell’educazione cristiana dei bambini, della preservazione della fede, della vigilanza sui costumi. Mansioni che, se non ci fossero state le parrocchie operanti nel territorio, divenivano irrealizzabili.

Il concilio esortò le parrocchie a fondare, oltre ai circoli della gioventù cattolica, anche le unioni popolari, l’unione delle donne cattoliche, le casse rurali e artigiane. Particolare interesse fu rivolto alla cura delle classi popolari ritenute più ingenue e facili prede dalla propaganda socialista.

Drammi del Ventesimo secolo

Intanto, la Grande Guerra produsse centinaia di vittime, portando fame e miseria nelle case, assieme a un senso di insicurezza.

L’emigrazione, fin dai primi anni del secolo, aveva smembrato le famiglie e spopolato interi quartieri. Per sfuggire alla povertà in tanti si erano spinti nei paesi più ricchi del continente e oltre.

A complicare la situazione, nel 1918, la “Spagnola” seminò morte e malattia in tutti i ceti della popolazione.

Una Chiesa rinnovata per una nuova società

La Chiesa, doveva dare il suo contributo energico e dinamico nell’aiutare i fedeli che stavano attraversando un periodo storico drammatico.

A Catania che fino ad allora era stata mantenuta la “parrocchialità universale” della cattedrale, nel 1919 furono erette parrocchie le matrici di Paternò e Adrano, mentre nel 1920, l’arcivescovo costituiva la parrocchia a Biancavilla nominando parroco il prevosto don Vito Piccione, e affidando a lui la cura delle oltre 22 mila anime di cui faceva parte il paese.

Nel primo periodo subentrò una certa confusione di ruoli con i canonici presenti nella stessa sede. Ma l’arcivescovo, con abilità e fermezza, ristabilì i compiti senza intaccare la plurisecolare collegiata e nemmeno la neo costituita parrocchia.

Nel 1926, poi, con un solo decreto furono erette 25 parrocchie e 18 vicarie curate in tutta la diocesi.

Centro della vita del paese

La Parrocchia Matrice di Biancavilla ha sempre rappresentato la casa dei biancavillesi. In essa toccano l’acme i festeggiamenti patronali di san Placido e della Madonna dell’Elemosina e i riti pasquali assumono una solennità notevole.

Tanti i momenti storici che Essa ha accolto al suo interno, come quando, alla notizia dell’avvenuto Armistizio di Cassibile che avviava alla conclusione la Seconda Guerra Mondiale, i biancavillesi si riversarono in chiesa per cantare il Te deum.

L’attuale sindaco, Antonio Bonanno, l’11 giugno 2018, ha voluto iniziare il proprio mandato dopo una preghiera silenziosa e personale tra le navate del tempio. La stessa cosa aveva fatto nel 1947 Salvatore Uccellatore, affidandosi ai Santi Patroni.

Considerevoli iniziative sono state da sempre portate avanti, valga per tutte il gemellaggio, nel 1979, con il villaggio di Muamba Mbuyi, nello Zaire, dove sono state costruite scuole, ambulatori e una casa di riposo.

Attualità della vita parrocchiale

La parrocchia espleta un servizio fondamentale nel tessuto comunitario, ponendo sempre attenzione ai tempi e alle nuove problematiche, mettendo al centro della propria vita l’Eucaristia – principio e culmine per ogni fedele – e il kèrigma, portando avanti numerosi compiti e attività: dalla catechesi ai fanciulli per l’iniziazione cristiana, alla pastorale degli adolescenti e dei giovani (ne sono esempio la Corale e l’Oratorio); dalla pastorale delle famiglie (nei centri di quartiere), alla pastorale della carità (attivissimo il gruppo Caritas) e dei malati.

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