Adrano, incontro di spiritualità in preparazione alla Pasqua curato da don Pietro Longo

di Vincenzo Caruso

La chiesa e convento dello Spirito Santo di Adrano, oggi una rettoria, in pieno centro storico, che in passato è stata sede di una scuola per l’educazione dei bambini dei Padri Scolopi gestita dalla congregazione fondata da san Giuseppe Calasanzio, ha ospitato mercoledì 10 marzo un incontro di spiritualità in preparazione alla Pasqua curato da don Pietro Longo, vicario episcopale per la pastorale, d’intesa con la confederazione delle confraternite dell’arcidiocesi di Catania.

“Il nostro essere qui, in questo luogo cuore dell’Adrano storica – ha afferma don Pietro dando il benvenuto ai confrati presenti – è una piccola iniziativa per stare insieme in un momento di spiritualità caratterizzato dall’adorazione del Santissimo, con tempi di silenzio e preghiera silenziosa e canti, e dalla celebrazione dell’Eucarestia. Il tempo quaresimale è anche tempo di grazia e di misericordia, tempo prezioso, sempre nuovo, in cui ci giochiamo l’eternità; tempo di passaggio da quello della legge a quello della grazia e Gesù Cristo è il sacramento del Padre, che si è fatto pane per ciascuno di noi. Poichè il tempo è compiuto, e il Regno è in Lui, nella sua persona”. Don Pietro ha esortato i confrati a farsi degni di un compito di partecipazione e di progressiva appartenenza a Cristo “perchè il Regno, che è Gesù, cresca e regni sempre di più nella propria vita personale”.

“Vivere il comandamento nuovo dell’amore fraterno e ad essere portatori della lieta notizia, la buona novella che deve rendere pieno di gioia il volto dei cristiani, di una gioia come da innamorati, da creature rinnovate. Perchè Dio ti usa misericordia, non ti giudica né ti condanna. Ti ama”. “Convertirsi significa cambiare mentalità, vivere la vita di prima con uno sguardo e prospettive nuovi, quelli di Dio, diventando diventare capaci di quella correzione fraterna che è possibile solo se ci si avvicina al fratello con fiducia e amicizia, con amore e l’intimità necessaria per dirgli che gli siamo vicini e rispettando i tempi che ci vogliono”.Nel suo breve intervento di saluto all’inizio dell’incontro, il presidente della confederazione Francesco Salmeri ha evidenziato i due momenti specifici del tempo pasquale, quelli della croce e della gloria, che da confrati dobbiamo vivere “salendo verso il monte per poi ritornare in pianura, sempre accanto ai fratelli in cammino con noi verso la santità di vita”.

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