Messaggio dalla “clausura” di Biancavilla: «Lo sguardo di chi ama fa brillare anche i miei occhi»

di Sr. Ch. Cristiana Scandura osc

Carissimi Fratelli e Sorelle,
il modo in cui guardiamo è così importante che è persino capace di influenzare, almeno in parte, la persona a cui lo rivolgiamo. Se guardiamo con occhi cattivi, trasmettiamo negatività. Se invece il nostro sguardo è pieno di amore, di luce, di gioia, di pace, inevitabilmente il nostro prossimo lo percepirà e si sentirà raggiunto, anche senza saperlo, dallo sguardo di Dio. Quale grande responsabilità, dunque, abbiamo nel curare il nostro sguardo e nel mantenerlo limpido e trasparente, perché assomigli sempre di più a quello di Cristo Gesù Signore nostro. Ma come fare?

GLI OCCHI ESPRIMONO QUELLO CHE ABBIAMO NEL CUORE

Nella Scrittura troviamo un singolare legame tra cuore e volto. Il cuore dà lucentezza e trasparenza allo sguardo: lo rende sottile, acuto, penetrante e bello. Rischiara l’orizzonte, illumina e fa vedere bello ciò e chi è guardato. Il vero dialogo nasce dal guardare e dall’essere guardati con l’implicazione del
cuore. Se il nostro cuore è abitato da buoni sentimenti e la nostra mente è nutrita da buoni pensieri, lo si potrà leggere nei nostri occhi

“Quello che è vero, quello che è nobile,
quello che è giusto, quello che è puro,
quello che è amabile, quello che è onorato,
ciò che è virtù e merita lode,
questo sia oggetto dei vostri pensieri.
E il Dio della pace sarà con voi” (Fil 4,8-9b).

Attraverso gli occhi possiamo comunicare tanto. Quando Pietro, dopo aver mentito dicendo, per paura, di non conoscere Gesù, incontra il Suo sguardo pieno di amore e di misericordia, davanti a quegli occhi si pente, sciogliendosi in lacrime (cfr Lc 22, 54-62). Più volte Papa Francesco ha sottolineato il potere dello sguardo di Gesù, capace di cambiare per sempre la vita di coloro su cui si posa. Commentando l’incontro di Gesù con Matteo afferma: “Appena sentito nel suo cuore quello sguardo, egli si alzò e lo seguì”. E fa notare che “lo sguardo di Gesù ci alza per sempre; ci porta su”, ci solleva; non ci lascia mai dove eravamo prima d’incontrarlo, né toglie qualcosa a colui sul quale si posa. “Mai ti abbassa, mai ti umilia, ti invita ad alzarti”. E conclude raccomandando di “lasciarci guardare da Lui” (Omelia S. Marta 21.09.2013).Con lo sguardo possiamo ferire oppure guarire una ferita. Uno sguardo può
rasserenare, disarmare, risollevare, ma anche operare il contrario di tutto ciò. Quando contempleremo Dio faccia a faccia il nostro volto risplenderà come il Suo; i nostri occhi, per riflesso, risplenderanno come i Suoi. Ma anche ora, se viviamo in Grazia di Dio, in comunione con Lui, saremo trasparenza di Dio.

GLI OCCHI LUMINOSI RIVELANO LA BELLEZZA DELL’ANIMA

Quando Mosè, dopo aver contemplato Dio e conversato con Lui, scendeva dal Monte Sinai, il popolo vedeva il suo volto raggiante (Es 34,29). Anche le Sorelle di S. Chiara d’Assisi, durante il Processo di canonizzazione attestano che quando ella ritornava dall’orazione il suo volto era più bello e più luminoso del solito e dalla sua bocca uscivano parole tali da infiammare il cuore delle Sorelle all’amore di Dio.

C’È UNA BELLEZZA CHE ESPRIME L’AMORE VISSUTO E REALIZZATO

Ci sono certi occhi e certi volti che esprimono una tale bellezza, luminosità, pace e serenità che rimandano inequivocabilmente al Datore stesso di questi doni: Dio. Anche quando la storia è stata attraversata da prove ed eventi dolorosi, se questi sono stati vissuti ed integrati nel mistero pasquale di Cristo danno luogo a storie con esito felice.

“Gli uomini e le donne che pregano sanno che la speranza è più forte dello scoraggiamento. Credono che l’amore è più potente della morte, e che di certo un giorno trionferà, anche se in tempi e modi che noi non conosciamo. Gli uomini e le donne di preghiera portano riflessi sul volto bagliori di luce: perché, anche nei giorni più bui, il sole non smette di illuminarli. La preghiera ti illumina: ti illumina l’anima, ti illumina il cuore e ti illumina il viso. Anche nei tempi più bui, anche nei tempi di maggior dolore” (Papa Francesco – Catechesi Merc. 20 Maggio 2020).

Chiediamo al Signore che la nostra vita sia riflesso della Sua, che possiamo guardare con i Suoi occhi e amare con il Suo cuore. Servire e donarci come fece Lui e possiamo donare a chiunque incontriamo sul nostro cammino il Suo sorriso, perché chi guarda noi, possa vedere Lui.

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