Nuova mostra al Museo Diocesano: la fede passa attraverso la vita delle famiglie, del popolo

di Don Giuseppe Longo

Al Museo Diocesano di Catania è stata inaugurata la mostra “Sofonisba Anguissola e la Madonna dell’Itria. Il culto dell’Hodighitria in Sicilia dal medioevo all’età moderna”. La mostra, curata da Roberta Carchiolo, Mario Marubbi e Grazia Spampinato nasce dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania, retta dall’Architetto Irene Donatella Aprile, il Museo civico Ala Ponzone di Cremona e il Museo Diocesano di Catania, che ha dato vita ad una iniziativa culturale in doppia edizione, una mostra cremonese, appena conclusa, e questa catanese che rimarrà aperta al pubblico sino al 4 dicembre prossimo.

Dopo i saluti ai numerosi intervenuti ed un particolare ringraziamento all’Arcivescovo Mons. Luigi Renna, alla Soprintendente di Catania Arch. Donatella Aprile, al Prefetto di Catania Dott.ssa Maria Carmela Librizzi e all’On Nello Musumeci, la Dott.ssa Grazia Spampinato, Direttrice del Museo Diocesano, esprime soddisfazione per “i due eventi di grande importanza che oggi ci vedono riuniti, perché avvengono dopo un periodo di torpore per il museo. Due eventi che in qualche modo erano stati pensati prima della pandemia ma con la chiusura dei Musei erano andati in soffitta aspettando tempi migliori”.

Quando sono state riprese le attività al consueto ritmo, continua la dott.ssa Spampinato “ci è sembrato il momento opportuno per dare una sferzata di risveglio al Museo e di ricominciare dal punto in cui ci eravamo fermati con le proposte culturali. Quello che oggi inauguriamo sono l’importante mostra della pittrice Sofonisba Angussola e la Madonna dell’Itria, con particolare attenzione al culto dell’Odighitria in Sicilia dal Medioevo all’età Moderna e MudiSmart un Percorso Multimediale che si snoda tra alcune sale del Museo”.

Ambedue i progetti sono stati realizzati grazie alla collaborazione condivisa e finanziata dall’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana e appunto posti in essere con la stretta collaborazione della Soprintendenza di Catania. “Collaborazione e stima che ormai si è solidificata nel tempo, avendo prodotto tanti buoni frutti, confermando sempre di più che lavorare in sinergia con le istituzioni pubbliche e private è il modo migliore per realizzare i progetti”.

La direttrice del Museo Diocesano aggiunge una ulteriore sottolineatura riguardo alla mostra. “Questa è l’edizione catanese di una mostra che vede la scoperta dell’attività siciliana della pittrice cremonese Sofonisba Anguissola. La mostra se pur con le variazioni dovute alle necessità è stata esposta al Museo Civico Ala Ponzoni di Cremona e si è appena conclusa. Ringrazio di questo il Conservatore del Museo dott. Mario Marubi el’Assessore Luca Burgazzi che ci hanno voluto omaggiare della loro presenza in sala. Penso che le due mostre presentino delle varianti, in quanto il Comune di Cremona ha dato un taglio di operazione culturale per rendere omaggio alla loro concittadina, mentre l’edizione catanese sottolinea oltre l’importanza di una grande pittrice che ha lasciato in Sicilia due importanti opere, anche il racconto per immagini della Madonna dell’Odighitria, del suo culto e della sua iconografia che si trasforma in Sicilia nel tempo nella Madonna dell’Itria”.

Dopo l’intervento della dott.ssa Spampinato prende la parola Mons. Luigi Renna: “Il genio femminile di Sofonisba Anguissola ha lasciato tracce di bellezza nella Sicilia, che è stata per lei terra di approdo, partenza e ritorno, e dalla quale la Madonna dell’Itria rimane una splendida testimonianza.

Opere come la pala d’altare della Chiesa Madre di Paternò, nella quale l’Icona dell’Odigitria è venerata, permettono di riconoscere la trama di relazioni di cui è intessuta la nostra Europa, in un intreccio in cui i fili d’oro della fede passano attraverso quelli della vita delle corti, delle famiglie, del popolo. La gratitudine di Paternò e di tutta l’Arcidiocesi di Catania va al Museo Civico di Cremona, che si è assunto l’onere, con il restauro, di mettere in luce la bellezza dell’opera di questo capolavoro di Sofonisba Anguissola.

Dalle antiche Icone dell’Odigitria, di cui è disseminata in modo particolare la Puglia, mia terra d’origine, la Madonna di Paternò conserva lo sguardo mesto e pensoso, di Colei che conosce il mistero della Croce che attende il Figlio Suo; ma la sensibilità pittorica del Tardo Rinascimento sembra attenuare quella mestizia con la bellezza dello sguardo e la dolcezza dell’incarnato. Il Bambino, la ‘odòs’, colui che è ‘Via, Verità e Vita’, ha perso le caratteristiche delle Icone bizantine: completamente nudo, per sottolineare l’Umanità assunta dal Verbo di Dio e manifestare l’abilità dell’autrice nel riprodurre le proporzioni, ci mostra Gesù benedicente e in una posa quasi regale, che riversa con Sua Madre tanta fiducia sugli oranti, tra cui spiccano l’Arcivescovo e il diacono. Il legame con l’Oriente ci è dato ancora dai monaci, piegati sotto il peso della cassa: prima che la Regola benedettina segnasse la vita dei ‘viri Dei’ della Sicilia e del Sud d’Italia, era la Regola di San Basilio a guidare la vita dei religiosi, in un fecondo scambio di fede, di tradizione, di immagini sacre.

‘Vetera novis augere et perficere’ sembra quasi dirci la bella pala d’altare di Paternò: l’antica Icona dell’Odigitria, ‘riletta’ dal pannello di Sofonisba, trionfa in uno splendore di colori, illuminati dal sole di Sicilia, che accarezza la natura, la Madre del Figlio di Dio, e i devoti. E continua a illuminare anche noi”.

L’Architetto Irene Donatella Aprile mette in evidenza che sotto l’egida della Madonna Hodighitria e della sua reinterpretazione iconografica e devozionale in Madonna dell’Itria, patrona della Sicilia ed emblema della resistenza della cristianità nelle terre occupate dai musulmani, questa esposizione diventa l’occasione per far conoscere al pubblico trame culturali assai articolate che partono dall’Oriente cristiano per giungere sino alla nostra Penisola, dai territori costieri dell’Italia meridionale a quelli dell’Italia settentrionale.

La Soprintendente fa, altresì, notare che accanto al tema iconografico una seconda trama si sviluppa intorno alla pittrice Sofonisba Anguissola (1532 ca.-1625) e alla sua tavola della Madonna dell’Itria custodita nella chiesa della SS. Annunziata di Paternò, restaurata dal Comune di Cremona insieme alla tela della Madonna della Raccomandata della chiesa di S. Maria dell’Alto. L’incontro tra Sofonisba Anguissola, pittrice cremonese che si forma tra la terra d’origine e la Spagna, ma vive e dipinge anche in Sicilia, diventa un caso esemplare della varietà e della complessità del nostro patrimonio culturale siciliano.

L’Assessoredi Cremona Luca Burgazzi precisa che “si tratta di un percorso iniziato qualche anno fa, quando il Museo Civico di Cremona si è assunto l’onore di fare restaurare una pala della chiesa della SS. Annunziata di Paternò dipinta, almeno in parte, da Sofonisba Anguissola, celebre pittrice cremonese e a lungo dama di compagnia della regina di Spagna Isabella di Valois. Giunta a Paternò nel 1573 a seguito delle nozze con Fabrizio Moncada, vi rimase fino al dicembre 1579 quando, dopo la morte del marito, decise di tornare a Cremona, anche se poi il destino la portò a Genova e poi di nuovo in Sicilia. Morì a Palermo nel 1625. Il progetto che ne è nato prevede di allestire una mostra della quale è stato tanto discusso da chi mi ha preceduto. Si tratta della esposizione di una ventina di opere (per lo più dipinti di grandi dimensioni, ma anche libri e un importante gruppo scultoreo) che vuole mostrare l’evoluzione iconografica dalla primitiva icona bizantina fino alla nuova pala rinascimentale.

Ampio spazio è stato dato anche al progetto MUDISMART, illustrato dal Direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Catania Don Carmelo Signorello. Un progetto culturale, educativo e di valorizzazione delle opere del Museo e non solo. Sotto la direzione e cura del Museo Diocesano, l’intero allestimento tecnologico è stato realizzato da BBS – tecnologia di buon senso – di Brescia, nel massimo rispetto del contesto artistico e storico. Si tratta di un percorso culturale interattivo mai visto, a lungo aspettato e fortemente voluto dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania e finanziato dall’Assessorato regionale per i beni culturali e identità siciliana.

Dal racconto del CEO di BBS, Ing. Bruno Bottini si evince che il progetto è stato implementato con tecnologie più innovative rispetto a quelle inizialmente previste. Inoltre, avendolo sviluppato durante il difficile periodo della pandemia, si doveva trovare un modo per permettere un’esperienza 3D ma senza contatto. Si è pensato di utilizzare la tecnologia Leap Motion per consentire di visitare interamente la Cattedrale di S. Agata su un maxi schermo olografico.

Il percorso prevede diverse componenti ad alto livello di engagement:

Archivio digitale multimediale di tutte le opere del Museo e beni culturali esterni, in 5 lingue, ed aggiornabile in autonomia dagli operatori preposti;

Una postazione Leap Motion con schermo olografico, posto al piano superiore, permette di visitare virtualmente la Cattedrale utilizzando i gesti di una mano. La cattedrale sviluppata da esperti di 3D Virtual Reality Design, può essere visitata sia suo interno che all’esterno attivando, durante la visita virtuale stessa, pannelli di approfondimento pop-up. Inoltre, le persone in visita al piano sottostante possono beneficiare della visita virtuale in quanto lo schermo olografico permette la visione su entrambi i lati;

50 Tablet audioguide che vengono consegnati all’ingresso. Il visitatore può scegliere se essere accompagnato da due padroni di casa d’eccezione: il Vescovo Angerio e Maria de Avila, impersonati da attori, che dialogando tra loro raccontano anche le opere lungo il percorso. Il dispositivo permette di consultare tutto il catalogo delle opere ed accedere agli approfondimenti attraverso i QR Code posizionati accanto alle opere nelle sale;

Due tavoli interattivi dedicati ai piú giovani, posizionati nell’aula didattica del museo, dove trovare tutte le opere del catalogo e divertenti giochi educativi per coinvolgerli nella visita. BBS S.r.l. Via del Bettolino, 3 – 25050 Paderno Franciacorta (BS) tel. +39.030.657018 – fax +39.030.6577104 www.bbsitalia.com

La novità risiede nel fatto che la piattaforma sviluppata da BBS è scalabile e modulabile. Oltre ad essere implementabile nella quantità di location e opere che potrebbero essere collegate tra loro direttamente, è in grado di gestire diversi tipi di tecnologie interattive software e hardware: ologrammi, schermi touch, audio immersivi, visori Virtual Reality, beacon, NFC, QR Code, etc. Questo permette il massimo livello di engagement esperienziale e informativo nei confronti di tutti i target: adulti, bambini, turisti, studenti e professionisti.

Grazie alla tecnologia di BBS si potrebbe creare un vero e proprio Circuito dei Musei della Regione per valorizzare il patrimonio culturale e diffondere la cultura attraverso nuove modalità esperienziali. Sfruttare la notorietà dei musei più conosciuti, a vantaggio di musei, opere e luoghi storici meno frequentati e meno noti rispetto ai grandi flussi turistici. Una sorta di museo Regionale diffuso che permette al visitatore di passare da una tappa all’altra per poter godere di un “percorso culturale esperienziale” e non più solo di una “visita culturale”.

Prima di andare a guardare dal vivo quanto realizzato, un saluto è stato rivolto sia dal Prefetto Dott.ssa Maria Carmela Librizzi ed anche dall’On. Nello Musumeci, i quali hanno apprezzato come la paideia attraverso una delle più antiche forme di arte pittorica, l’iconografia, in connubio con le tecniche multimediali più moderne possano ben inserirsi nella formazione del sapere trasmesso dalla nuova cultura digitale.

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