Sant’Egidio, pranzo di Natale. Dal distanziamento alla prossimità delle periferie esistenziali

di Marina Papa

Dopo anni di distanziamento sociale, la Comunità di Sant’Egidio riunisce tutti!

Solo una pandemia globale poteva fermare i tanti volontari della Comunità di Sant’Egidio che ogni anno si sono sempre riuniti per organizzare e festeggiare il pranzo di Natale con i tanti amici poveri ed emarginati incontrati negli anni.

Quest’anno, finalmente, si torna a rivivere questo giorno tutti insieme.

Il pranzo di Natale con i poveri nasce nel 1982 nella basilica di Santa Maria in Trastevere, a Roma, quartiere dove ha sede la Comunità, con pochi amici attorno ad un tavolo.

Passo dopo passo, pietra su pietra, oggi il pranzo di Natale di Sant’Egidio viene festeggiato in tutto il mondo e ogni tavola accoglie tanti amici.

Oggi a Catania tutti coloro che hanno partecipato, hanno vissuto una giornata felice.

Dopo la liturgia celebrata preso la chiesa di Santa Chiara e presieduta da don Mario Sirica C.M. tutti si sono spostati nella Chiesa di San Nicolò La Rena, dove ad accogliere più di 400 poveri c’erano i numerosi volontari emozionati di veder arrivare i loro amici.

Una grande casa, con tante tavole imbandite a festa. Tutto era impeccabilmente pronto.

Arrivato l’Arcivescovo di Catania, Mons. Luigi Renna è stato accolto con un festoso applauso e nel salutare tutti ha detto: “Oggi non è il pranzo di una categoria di persone, ma di tutti, di un’intera città che vuole essere solidale”, e dopo aver incontrato ogni persona seduta a tavola, è cominciato il pranzo in famiglia.

Ospite del pranzo anche l’Imam di Catania e Presidente delle comunità islamiche di Sicilia Kheit Abdelhafid, seduto allo stesso tavolo con l’Arcivescovo in segno di amicizia e dialogo interreligioso.

Nell’aria musica natalizia, risate, gioia di stare insieme. Se questo può sembrare scontato per tanti, per molti altri non lo è, soprattutto per i tanti poveri ed emarginati di Catania che molto spesso sono soli, abbandonati dalle famiglie, dalle istituzioni, dalla voglia di resistere alle difficoltà.

Ma ad ogni male, c’è un amico che ti tende la mano: questo fa da sempre la Comunità.

Chi sono gli amici di Sant’Egidio? Sono i senzatetto, i migranti, le prostitute, i bambini, gli anziani, i poveri che hanno perso il lavoro o semplicemente chi si sente solo: tutti sono accolti, nessuno è lasciato fuori.

Ad un tavolo c’erano seduti anche una rappresentanza di donne ucraine e russi a rappresentare un segno di speranza per la pace tra i due paesi belligeranti.

Come ha ricordato anche il portavoce della Comunità di Sant’Egidio, Emiliano Abramo, non bisogna dimenticare oggi i “nuovi” poveri, cioè coloro che, anche avendo un piccolo reddito, non riescono ad arrivare a metà mese per l’aumento esorbitante del costo della vita.

Anche in questa grande famiglia, così come da tradizione, il pranzo si è concluso con uno scambio di doni per tutti. In fondo il Natale è un giorno di Pace per tutti, dove nasce una nuova speranza, una luce ancora più forte con l’augurio che possa illuminare il cammino di tante persone povere, sole e in difficoltà. Questo è possibile solo attraverso l’unione di tutte le forze buone e vogliose di pace.

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