Ciò che meglio può descrivere l’intensità di questi esercizi spirituali è stata la chiara presenza dello Spirito Santo come protagonista e attore principale di queste 3 giornate, pensate da don Salvatore Bucolo, che anche in occasione del suo 25* anniversario di sacerdozio ha voluto dedicare a tutti i partecipanti: “Perché’ tutti avete una Storia da raccontare, tutti avete una Chiamata che nella vita vi ha sorpreso, tutti avete una Missione da compiere”.

Di tutto ciò ne sono stati testimoni le persone che hanno potuto partecipare nei giorni 20-21-22 Marzo 2024, ai 3 incontri che hanno avuto luogo nella parrocchia San Giovanni Battista in San Giovanni Galermo presso la Chiesa nuova “Santi Zaccaria ed Elisabetta”.

Padre Salvo Bucolo, in occasione di questi esercizi spirituali ha scelto di parlare di un personaggio biblico molto importante, colui a cui Dio ha consegnato le Tavole della Legge: Mosè.

I 3 giorni hanno seguito proprio lo stesso ordine che ha dato il titolo a questi Esercizi Spirituali:

Giorno 1: “La Storia”.

Giorno 2: “La Chiamata”.

Giorno 3: “La Missione”.

Mosè il cui significato “Salvato dalle acque”, ci aiuta a percepire già il primo messaggio. Perché’ “Salvato” esprime al meglio la condizione di quegli uomini e di quelle donne che vivono ogni giorno la certezza di essere “salvati continuamente” dalle acque della vita ed è solo vivendo la Sua salvezza che è possibile l’incontro con Dio.

L’uomo, Mosè e la sua storia vengono dettagliatamente spiegati con esempi di vita concreta e personali dell’oratore stesso ed è proprio per facilitare la comprensione di questi eventi, che padre Salvo inserisce la propria testimonianza, portando la propria vita di uomo comune, per mostrare che il Signore si serve di uomini e donne che non necessariamente hanno una vita perfetta o facile.

Mosè, infatti non è un fortunato, è il liberatore del popolo di Israele ma è anche l’abbandonato, il balbuziente, l’assassino, Mosè è il salvato dalle acque della sua stessa storia ed è proprio per questo che rispecchia la vita di tanti uomini e donne con le proprie fragilità.

In queste giornate sono stati donati tanti spunti di riflessione e fra questi quello della possibilità di ognuno di essere fragile, di poter vivere le proprie sconfitte senza alcuna paura.

Ed anche Mosè è costretto ad un certo punto a vivere la caduta, a scappare dall’Egitto perché’ il faraone vuole ucciderlo e la cosa straordinaria che è proprio in quella sconfitta che arriverà al pozzo dove incontrerà quella donna che diventerà sua moglie.

I programmi della propria vita sono la fuga dalla propria infanzia” ci racconta ancora padre Salvo e lo fa testimoniando ancora di sé e di quelli che erano i suoi progetti prima di fare l’Incontro con Dio, progetti di un uomo normale che però ad un certo punto si trova a fare i conti con l’inquietudine del cuore, con una domanda persistente che gli martella la testa ed il cuore: “Ma è tutto qui la mia vita?”.

Ed e’ quell’inquietudine che è stata per padre Salvo “il grembo del seme della sua vocazione”.

Secondo giorno: “La Chiamata”.

La domanda è “Dove, Quando e Come Dio chiama?”

Dio ti chiama nella tua realta’”, paradossalmente Dio chiama quando tu non hai alcuna relazione con Lui ed è così che accade a Mosè e non solo a lui.

Ed anche padre Salvo testimonia che, pur opponendosi con forza al progetto che Dio aveva per lui, il cuore continuava a bruciare! Quel soffrire era in realta’ “l’innamoramento che arriva, che ti prende e non ti molla più” come padre Salvo stesso lo ha definito.

Cos’è la vocazione? La vocazione è sempre una Sua iniziativa e non è per la propria realizzazione personale.

Dio chiama non perché’ lo si merita ma perché’ ha un progetto, ha chiamato Mosè a cui ha consegnato le “10 Parole” nonostante proprio lui non era un buon parlatore! Ma “Dio quando chiama sa’ il fatto Suo” e lo Spirito Santo parla e illumina quei luoghi del cuore dove si pensava fosse impossibile avere luce.

Ed infine si è arrivati al terzo giorno: “La Missione

La vocazione è lo strumento, il fine è la Missione”.

Sono stati raccontati e spiegati i 5 punti che hanno scandito la missione di Mosè ed in essi ognuno ha potuto riconoscere i punti della propria missione: le 10 Piaghe, il Mar Rosso, il Decalogo, il Deserto ed infine la Terra Promessa.

I primi 4 punti hanno permesso di riconoscere che le “nostre ferite diventano il luogo dove Dio mostra il Suo amore” e che, quando abbiamo paura perché’ pensiamo che la morte ci sta ingoiando in realta’ “quella morte non ha potere su di noi, perché’ Cristo ha vinto la morte, perché’ Cristo ha avuto il coraggio di fare sua, la nostra morte”.

Dio sembra fare un dispetto a Mosè, dopo 40 anni gli mostra la Terra Promessa ma gli dice che non entrerà! Perché’ in realta’ il fine ultimo di Mosè non può essere qualcosa di terreno ma è qualcosa di divino, di eterno, “la vera terra promessa per i cristiani sono le nozze eterne con Dio”.

Padre Salvo ha voluto concludere questi 3 giorni così intensi, creando un’atmosfera unica, una dolce musica che accarezzava le parole della canzone “Senza Confini”, che ha risuonato in tutta la Chiesa e nei cuori di chi ascoltava.

Qualcosa di meraviglioso è avvenuto in quel momento, come a suggellare i 3 giorni vissuti:

“Spirito rendi la mia fede senza confini

per camminare sulle acque

Dovunque Tu vorrai

Portami dove non ho mai osato andare

Io sono tua e tu sei mio”

Padre Salvatore Bucolo ha concluso questi 3 giorni di esercizi spirituali aggiungendo un pensiero rivolto a tutti: “Possiate avere stima di voi stessi, non disprezzate la vostra Storia, non disprezzate la vostra Chiamata, non disprezzate la vostra Missione, perché’ tutti, nessuno escluso, siete destinati a grandi cose perché’ siete di Dio”.

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