Immaginate di dover affrontare ogni giorno barriere invisibili che limitano la vostra libertà, ma di trovare la forza per superarle grazie al sostegno di una comunità unita. È questa la storia di Michele Di Dio, un giovane catanese che, nonostante i limiti imposti dalla sua disabilità, ha condiviso il suo percorso di resilienza durante un incontro che ha scosso le coscienze. In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità le ACLI di Catania hanno organizzato l’evento “Inclusione e Progresso: Costruiamo insieme una Catania per tutti”, inserito nel tema nazionale “Insieme per un Paese accessibile a tutti”. Presso la sede di Corso Sicilia 111, moderati da Salvatore Mirabella, si sono alternati la Prof.ssa Cettina Laudani (delegata dal Rettore dell’Università di Catania), la dott.ssa Maria Grazia Romano (Presidente del Comitato Consultivo del Policlinico di Catania) e l’avvocato Ernesto Pulvirenti (Associazione Diritti in Movimento). Gli interventi, concreti e quotidiani, hanno messo in luce l’urgenza di abbattere barriere fisiche, sociali e culturali e di garantire la piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita della comunità, con un’attenzione particolare al diritto alla salute come condizione imprescindibile per una vera inclusione.
Quando le testimonianze diventano più forti di ogni discorso
Le testimonianze hanno trasformato la sala in un luogo di emozioni vere. La dott.ssa Enza Vasta ha raccontato le difficoltà quotidiane delle persone sorde, sottolineando quanto l’accessibilità comunicativa possa cambiare una vita. Michele Di Dio ha invece parlato con semplicità del suo cammino di crescita, degli ostacoli superati grazie alla famiglia e della sua volontà di non arrendersi mai: «Nonostante i miei limiti, ho imparato a credere nel mio potenziale», ha detto, strappando un lungo applauso. Al dibattito hanno contribuito anche altre associazioni, cittadini, professionisti e rappresentanti delle istituzioni, creando un confronto aperto sulle sfide e le opportunità per rendere Catania davvero inclusiva.
La roadmap che Catania non può più rimandare
Dall’incontro è uscito un impegno condiviso: migliorare l’accessibilità urbana, sanitaria e digitale, tutelare il diritto allo studio, al lavoro e alla partecipazione sociale, potenziare i servizi sociosanitari territoriali e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, terzo settore e cittadini. «Costruire una Catania per tutti significa costruire una comunità più giusta, più accogliente e più moderna», ha concluso Salvatore Mirabella. «La difesa dei diritti, compreso quello alla salute, è il primo passo verso una società più inclusiva.» L’appuntamento ha dimostrato che, con il contributo di tutti, Catania può diventare un modello concreto di inclusione, capace di trasformare ogni diversità in una risorsa per l’intera comunità.
Salvo Mirabella sempre in prima fila quando si tratta di difendere i diritti delle fasce più fragili. Iniziativa propositiva che con il contributo di tutti, Catania potrà diventare un modello concreto di inclusione e trasformare ogni diversità in risorsa per la nostra Città.