Foto: Alex Warren – Ordinary (videoclip)
Caro Direttore,
l’altra mattina una mia collaboratrice è entrata nel mio ufficio e mi ha detto, in tono concitato, che la signora X — che avevo visto appena un mese prima — si era tolta la vita senza alcun preavviso.
Il giorno dopo, uno dei quotidiani nazionali riportava un video diventato virale: un uomo bloccato nel traffico che canta “Ordinary” di Alex Warren. Una canzone che racconta una vita qualunque attraversata da un amore che eccede l’ordinario, capace di trasfigurare la realtà. Molti, guardando il video, hanno notato solo la bravura canora dell’autista, riducendo tutto a un’esibizione. Eppure, a me sembra che in quel momento si sia aperto uno spiraglio nella snervante routine.
Anche la notizia della signora X ha spezzato l’ordinario, per mostrarne il limite. La libertà dell’altro, quando si manifesta così, è insopportabile: non la controlli, non la trattieni, non la prevedi. È duro da accettare, ma è l’opposto della possessività.
Penso, ad esempio, a una canzone di Bruno Lauzi che ascoltavo in musicassetta da bambino: “Il tuo amore”. Il suotesto dice: «Il tuo amore così grande tutto il mare ha attraversato… il tuo amore così buono quanto male ha sopportato per non farmi più soffrire e per non lasciarmi solo».
È un amore che consola, ma trattiene, quando aggiunge: «tutto il bene che mi vuoi non lo dare più a nessuno ma conservalo per noi». Un amore che teme la libertà dell’altro, poiché essaci sorprende, o ci ferisce.
Per contrasto, tornano alla mente i racconti del Vangelo.Quando Lazzaro, fratello di Marta, muore, Marta dice a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, Lazzaro non sarebbe morto».Come a dire: se fossi stato qui, l’avremmo trattenuto. Ma non ci siamo riusciti.
La stessa logica ritorna in Maria di Magdala: quando trova il sepolcro vuoto, si mette a cercare il cadavere, ma nella foga della ricerca non si accorge di avere davanti Gesù.
È allora che lui pronuncia il suo nome: «Maria». È la sua presenza che risveglia la coscienza. Lei si volta e, sorprendentemente, riconosce vivo colui che credeva cadavere.
Tornando al presente, l’altra domenica in chiesa ci sono stati i catecumeni che chiedevoano il battesimo in età adulta: anche loro, in modi diversi e per me misteriosi, sembrano essersi voltati davanti a qualcosa che li ha chiamati per nome.
E penso al cardinale Pizzaballa in Terra Santa: un uomo che resta dove l’ordinario è spezzato da guerra, paura, ostilità e morte; che non fugge davanti alla libertà dell’altro, anche quando questa ferisce; che apre senza forzare e riconosce senza trattenere.
E allora la domanda che mi faccio è: sono disposto ad amare ciò che accade oggi davanti ai miei occhi?