Una luce si accende davanti all’ostensorio. Poi un’altra. E un’altra ancora. I genitori si avvicinano uno alla volta, in silenzio, e depongono un lume ai piedi dell’altare. È da qui che prende forma la veglia “Un arcobaleno di santità”, nel monastero Santa Chiara di Biancavilla, dentro un’adorazione eucaristica che raccoglie storie, nomi e volti.
Durante la veglia vengono ricordati alcuni ragazzi, le cui storie vengono lette a voce alta. I nomi risuonano nella chiesa mentre scorrono brevi passaggi delle loro vite: malattia, sofferenza, interruzioni improvvise. Vicende diverse, accomunate da una fede vissuta dentro la prova. Vite vicine, riconoscibili.
A dare forma visibile a questa memoria è un segno semplice: un grande arcobaleno collocato nella navata. Su di esso vengono via via attaccate le fotografie dei ragazzi ricordati. I volti restano lì, uno accanto all’altro.
Durante la veglia, genitori e familiari si alzano uno alla volta. Accendono un lume ad olio e lo depongono ai piedi dell’ostensorio. Il gesto si ripete, sempre uguale. In chiesa qualcuno si asciuga gli occhi, altri restano in silenzio, lo sguardo fisso sull’altare.
L’iniziativa nasce per volontà di suor Cristiana Scandurra, abbadessa del monastero, e si sviluppa in una trama essenziale: ascolto e adorazione. Le storie restano nella loro semplicità.
A guidare la preghiera è padre Salvatore Bucolo, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale familiare, che lega queste vite al Vangelo proclamato: «Abbiamo letto il Vangelo delle beatitudini. Ci vuole veramente coraggio a chiamare queste persone che hanno vissuto tanta sofferenza nella loro vita beati. Ma loro sono beati perché, illuminati da Cristo, illuminano tutti noi a seguire Cristo».
I partecipanti riconoscono le Beatitudini nei volti evocati. La sofferenza resta nella sua realtà e nei volti di quelli che li ricordano. Eppure lascia spazio a una luce che continua a dare speranza.
Colpisce la prossimità di queste storie. Ragazzi con vite simili a quelle di tanti. La loro testimonianza passa nella fedeltà quotidiana, nella capacità di restare aperti anche dentro la prova. La veglia procede senza fretta. Tra un canto e una lettura, l’adorazione tiene insieme tutto.
Durante la veglia vengono ricordati: Alfio Amato, Aurora Furnari, Gabriele e Maria Chiara Benedetta Longo, Marinella Milazzo, Alessandro Monforte, Gioele Torrisi.
Quando il momento si conclude, la chiesa resta ancora per qualche istante in silenzio. Poi lentamente ci si alza. Ai partecipanti viene donato il libro di suor Cristiana, Un arcobaleno di santità: un richiamo semplice, quasi discreto, a riconoscere che la santità può abitare anche la porta accanto.


Stupendo ❤️
Non vi è nulla di più concreto nel ammirare le “testimonianze” della santità
Quanto amore! La luce di Dio risplende viva in queste persone.
Bellissimo momento di preghiera…Ieri sera è stato tutto molto particolare…La Chiesa è diventata un LUOGO di Emozioni, d’incontro tra CIELO e TERRA…ASSENZA e PRESENZA…DOLORE e SPERANZA🙏🌸
Ieri sera si è avvertita la PRESENZA di quelle Anime buone che non ci hanno mai lasciato ❤💙
GRAZIE di cuore, Sorelle care, per l’invito e per quanto fate…Siete il Balsamo di Dio🌸🌸
Toccante e apprezzatissimo l’accompagnamento musicale dei ragazzi dell’orchestra Falcone e Borsellino della Fondazione “La Città Invisibile “.
Con i loro strumenti hanno animato la preghiera e l’adorazione