Domenica 26 aprile tornano in edicola, all’interno del quotidiano Avvenire, le pagine di Avvenire Catania, l’inserto curato dall’Ufficio per le Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi.
In primo piano, il reportage di Giuseppe Russo dal titolo “Niscemi, tre mesi dopo”. Il racconto si snoda attraverso la testimonianza di Emanuele Barberi, presidente nazionale dei “Rangers International”, che ripercorre i drammatici momenti della frana del 25 gennaio scorso. A novanta giorni dall’evento che ha provocato 1500 sfollati, emerge il ritratto di una comunità in “limbo”, che tuttavia non perde la speranza.
L’arcivescovo Luigi Renna firma l’editoriale “Del buon uso del Vangelo nella politica”. Una riflessione profonda che mette in guardia contro ogni strumentalizzazione delle Scritture per fini bellici o di potere, riaffermando il primato della dignità umana — immagine di Dio — su ogni progetto politico o interesse di parte.
A seguire, l’analisi di Giuseppe Di Fazio, “Quei segni profetici”, si sofferma sulle “oasi di pace” citate da Papa Leone XIV durante il suo recente viaggio in Algeria. Piccoli gesti di convivenza quotidiana tra cristiani e musulmani che rappresentano oggi l’unica vera strada per la speranza in un mondo dilaniato dai conflitti.
Lorenzo Rapisarda racconta l’incontro del pianista italo-brasiliano Marcelo Cesena con i detenuti delle carceri di Bicocca e Piazza Lanza. Un viaggio tra note e parole che ha portato un soffio di bellezza e un senso di libertà laddove la vita sembra essersi fermata.
Un approfondimento analizza il valore storico della visita del Papa nel Maghreb attraverso la voce dell’imam di Catania, Kheit Abdelhafid, che vede in questo evento un passo fondamentale per la stabilità e il dialogo interreligioso nel bacino del Mediterraneo.
Olga Stornello riporta il successo dei ragazzi dell’Istituto “Archimede” e la partecipazione del Liceo “Galilei” di Catania alla finale nazionale della RoboCup Junior.
Spazio infine al workshop internazionale in corso a Catania che, martedì 28 aprile, vedrà la partecipazione di firme illustri del giornalismo, tra cui Domenico Quirico.