di Teresa Castorina

Uno spettacolo con attori fuori dal comune ha inaugurato quest’anno la quinta edizione del Teatro Festival al teatro antico di Segesta. “La Bella Compagnia”, questo il nome del gruppo che attraverso il teatro fa esprimere in tutta la loro potenzialità giovani con disabilità, ha portato in scena “L’arca di Noè”, un testo originale scritto da Giampiero Pizzol. 

La rappresentazione ripropone il tema del diluvio universale in una maniera originale, piena di umorismo e di spunti di riflessione. Sulla barca con Noè ci sono la moglie e tre figli scatenati (Cam, Japeht e Sem), ma anche un gruppo di animali con la presenza del serpente (il diavolo), che non manca di tendere i suoi tranelli. Accanto a Noè c’è anche Dio stesso che interviene con l’inesauribile sua fantasia al momento opportuno. A dare carattere e originalità agli animali presenti sulla barca e alla storia nel suo complesso, sono stati i giovani attori che hanno messo tanto impegno ottenendo risultati eccezionali.

Anche se lo spettacolo è durato quasi due ore, il folto pubblico presente al teatro ha gustato fino all’ultimo la rappresentazione. L’impegno che è stato profuso da tutti gli attori e dalle maestranze ha lasciato un segno profondo in tutti i presenti.

La Bella Compagnia proseguirà le rappresentazioni de “L’arca di Noè” con un tour nelle scuole e nei teatri della Sicilia occidentale. 

Ma quello spettacolo non è un’iniziativa isolata, fa parte di una storia che ha alimentato una profonda amicizia fra gli attori con disabilità, le loro rispettive famiglie, gli educatori e gli altri attori. Una amicizia che si alimenta anche di gesti semplici come ritrovarsi insieme a cena o fare una gita. Da qui l’esperienza di un teatro che nasce (e alimenta) amicizia e cura. “La passione per il teatro – raccontano i protagonisti – ci ha portato ad allargare lo sguardo su una realtà umana che chiede solamente di essere riconosciuta per quello che è: desiderosa della felicità”. “E questo sguardo – proseguono – ci spinge ad un modo nuovo di stare insieme, di crescere dentro una trama di rapporti che coinvolge tutto quello che ci sta attorno”.