Al via gli incontri per l’Ordine del Santo Sepolcro: «Missionarietà è riporre la propria fiducia in Dio»

di Laura Napoli

Ppresso la Chiesa capitolare di San Giuliano hanno avuto inizio gli incontri di formazione  della Sezione di Catania dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme “Card. Salvatore Pappalardo”,   per il nuovo anno pastorale.  La riflessione sul tema della “missionarietà” è stata  affidata a Mons. Leone Calambrogio, già Cerimoniere Ecclesiastico della Sezione, il quale ha dedicato  le prime parole del suo intervento  a Mons. Gaetano Zito appena scomparso: «Padre Zito ha interpretato la sua vita con spirito missionario; ciascuno di noi rifacendosi a lui può riscoprire le radici della propria fede, perché ha aperto la Chiesa catanese a tante belle esperienze».

Come ha ricordato il relatore, Mons. Gaetano Zito, infatti, fino alla fine, è stato anche attento e appassionato studioso della vita e della spiritualità del Card. Giuseppe Benedetto Dusmet e ha dato un inedito impulso al dialogo  cittadino con le altre realtà religiose. Papa Francesco ha indetto il Mese missionario straordinario nell’ottobre 2019 “al fine di riprendere  con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale”.

La riflessione di Mons. Leone Calambrogio, dal titolo “La missionarietà  alla luce della Sacra Scrittura”, è stata incentrata  sul concetto di “intimità del rapporto dell’uomo con Dio” intesa come la chiave  che apre al senso della vita  e quindi alla missione di ciascun individuo. Una raggiunta intimità con Dio Padre stronca ogni senso di personale “inadeguatezza”, perché – ha sottolineato- “non siamo noi a dover essere all’altezza” di un compito, in quanto è il Signore che opera; centro della missionarietà è, dunque, “la fiducia in Dio” oltre ogni aspettativa.

Nella Bibbia il profeta  Geremia  prima rifiuta  il mandato divino perché essendo giovane si sente inadeguato, poi  viene invece rassicurato dal Signore “che risponde a tutte le sue necessità”. Il profeta Isaia riconosce il suo peccato e aprendosi   alla “totalità del rapporto con Dio” sente svanire la propria “vergogna” dalla quale altrimenti si sarebbe sentito schiacciato.  Il profeta Giona è  inviato  a  convertire  la città pagana di Ninive  quanto è vero che per Dio  “la Salvezza è una realtà visibile”.  

Infine, a proposito della ‘missione’ dell’Ordine del S. Sepolcro, Mons. Leone Calambrogio ha ricordato che la  Preghiera dei Cavalieri e delle Dame invoca anche  la misericordia per coloro che  “pensano di non credere” in Dio: “questo è molto significativo –ha detto- perché in effetti, in ogni persona  c’è “una Scintilla divina” (“come diceva Epitteto che cristano non era”) sempre  in attesa che il cuore si ridesti e la riconosca.   L’incontro molto partecipato dai Cavalieri e dalle Dame, si è svolto alla presenza del Luogotenente d’Onore della Italia-Sicilia, S. E. Cav. Gr. Croce il Prof. Giovanni Russo, del nuovo Cerimoniere Ecclesiastico, Don Massimiliano Parisi, e  del Preside della Sezione, Cav Gr. Cr. Dott. Sergio Sportelli.

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