Viagrande, si conclude la festa di San Mauro Abate: venerato fin dai primi anni del Seicento

di Paolo Licciardello

Quella di San Mauro Abate, patrono di Viagrande, (comune  di quasi nove mila abitati), è una delle prime festa patronale  della nostra diocesi e rispetta, nonostante le evoluzioni moderne,  il cliché delle feste  di questo tipo:  vigilia,  giorno della solennità del santo, giornata della devozione cittadina( o “festa dei paesani”), giornata conclusiva dei festeggiamenti ( già  denominata “ottava della festa.”) .

Qui la devozione a San Mauro è profondamente radicata e  trasmessa da generazione a generazione sin dai primi anni di età di ciascun fedele. Contrariamente, forse, a ciò che avviene altrove,  e grazie al lavoro diuturno del parroco Alfio Bonanno (perché non riconoscere i meriti a chi se li è guadagnati sul campo?), da qualche decennio a questa parte, c’è stato un rilancio della festa  con moltissimi giovani inseriti nelle cinque commissioni che curano le cinque fasi più importanti di quella che, nella realtà, è un misto di fede, folklore, tradizioni,  per ben 22 giorni del primo mese dell’anno. Molti i giovani che aderiscono spontaneamente  al “Circolo devoti S. Mauro Abate, istituito qualche anno fa e che ha collaborato e collabora al rilancio della festa e delle sue tradizioni.

S. Mauro abate viene venerato a Viagrande dai primi anni del 1600, e, a memoria d’uomo, la sua festa  è stata sempre perpetuata anche in anni difficili, come quelli delle guerre o di eventi sismici. Nel 2019 ,nonostante il terremoto di Santo Stefano, la festa religiosa è stata organizzata con la medesima passione di sempre con  la trionfale Uscita del Simulacro del Santo, dalla Chiesa madre,  rinnovata, sia pure senza la coreografia degli spettacoli pirotecnici, ma con grande partecipazione di devoti.

Le manifestazioni  che abbelliscono la festa iniziano sempre  il primo giorno dell’anno, salutato da 15 mattinieri  colpi a cannone. Nel  pomeriggio i fedeli e autorità locali, si riuniscono in piazza Chiesa antica per assistere alla traslazione del fercolo dall’antica “casa a’ vara” alla Chiesa Madre  tra suoni di bande musicali e crepitio di mortaretti.

E’ storicamente  famoso anche il novenario ( dal 6  al 14 gennaio) in preparazione della festa con l’omelia affidata  ad un predicatore che cambia ogni anno.  La vigila della festa (14 gennaio), tradizionale  Processione della Reliquia (se ne trovano memorie in antichi documenti) con la partecipazione di tutte le autorità civili, militari e religiose,  con l’offerta della cera da parte di associazioni e istituzioni locali (quest’anno erano 48).

Il 15 gennaio molto emozionante la svelata del Simulacro dalla cappella dove viene gelosamente conservato, e Santa messa di solito celebrata da un arcivescovo (quest’anno è toccata a Mons. Paolo Urso, vescovo emerito di Ragusa ).

Alle 13 in punto la tradizionale  trionfale uscita del Simulacro della quale abbiamo già scritto. Poi inizia la lunga processione per strade piazze e parrocchie del paese (in questa edizione è durata quasi dodici ore),con alcune caratteristiche fasi come la “volata” per la salita a Viscalori che rischia di emulare la salita di San Giuliano nella festa della nostra santa patrona Agata.

Nella giornata della devozione cittadina ,oltre alla svelata delle ore 10,30,  importante ricordare (ore 18,30) il solenne pontificale presieduto dal nostro arcivescovo  Sua Eccellenza Rev.ma mons. Salvatore Gristina con la partecipazione dei sacerdoti dell’XI^  vicariato, delle autorità civili e militari, dei gruppi parrocchiali e, naturalmente, dei fedeli. La domenica immediatamente successiva alla festa, viene dedicata alle persone anziane e agli ammalati, con la Messa celebrata da  Mons. Salvatore Genchi vicario generale della nostra diocesi.

La chiusura della festa (22 gennaio)viene, da anni, affidata all’ex parroco della Chiesa di San Mauro, cioè a S.E.Rev.ma Mons. Salvatore Pappalardo, oggi vescovo metropolita di Siracusa e già vicario della nostra Diocesi.

In tutti i giorni della festa  un’artistica illuminazione addobba le strade principali, la colonna sonora è affidata a diversi corpi bandistici, e, la sera della vigilia si rinnova la goliardica gara tra i giovani cantanti dei quartieri di Scalatelli e Santa Caterina, con due fantastiche “cantate” coronate da spettacolari fuochi pirotecnici.

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