“Mediterraneo frontiera di pace”: insieme al Papa i Vescovi di Europa, Africa e Asia riuniti a Bari

di Salvatore Dimauro

L’incontro dei Vescovi nel convegno “Mediterraneo frontiera di pace “, a Bari dal 19 al 23 Febbraio 2010, nasce sull’ispirazione di Giorgio La Pira. Per la prima volta si incontreranno i Vescovi dei venti Paesi che si affacciano sul Mediterraneo , dei tre Continenti Europa Africa e Asia. Il Convegno emulando la spiritualità lapiriana è accompagnato dalla Preghiera dei Monasteri di Clausura, in similitudine al sostegno chiesto nel viaggio di Pace La Pira , in Vietnam. il card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, ha chiesto “un accompagnamento orante, silenzioso, ma non nascosto” a tutte le madri superiore dei monasteri italiani.

Esperienza assidua, tanto che durante la partecipazione al Congresso Eucaristico Nazionale a Catania nel 1959 La Pira volle essere accompagnato a visitare tutti i Monasteri di clausura della città. Al Convegno di Bari per dare un segno tangibile della ispirazione sarà distribuito il libretto edito dalla Fondazione “Pace nel Mediterraneo: il pensiero e l’azione di Giorgio La Pira”.

L’incontro sarà concluso con la Messa domenicale celebrata da Papa Francesco , a cui parteciperà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio, Conte. Il tema mediterraneo è stato riproposto nei convegni IV e V “Spes contra Spem” della Fondazione La Pira a Palermo ( 2017) e a Roma (2018). Nel Convegno di Palermo con la partecipazione del Card. Gualtiero Bassetti, neo Presidente della Conferenza Episcopale italiana , venne formulata la proposta di rianimare i “colloqui mediterranei” che il siciliano La Pira organizzava quando era Sindaco di Firenze.

Nel convegno di Roma fu proposta la sede di Bari per il VI Convegno , sede poi scelta dalla CEI. La sua idea del Mediterraneo come nuovo “Lago di Tiberiade” luogo delle tre religioni monoteiste di Abramo , ha sollecitato alcuni circoli La Pira ha riprendere il cammino indicato dal Sindaco Santo. Non solo per le inedite guerre nel mondo arabo o per le diseguaglianze continentali , la nuova “colonizzazione” per il dominio delle risorse energetiche, ed ancora per l’epocale storia delle migrazioni ma per affermare la necessità di nuove politiche per le grandi agglomerazioni urbane che si stanno insediando nei paesi frontalieri. Temi cari a La Pira la città e il mediterraneo.

Nei convegni “Spes contra Spem” di Giorgio La Pira è emersa Sua fedeltà ed obbedienza alla Chiesa, anche tra tante vicissitudini, ma sempre “con la schiena dritta” come ha detto Mons. Romano Rossi, Vescovo di Civita Castellana, nella sua relazione nel Convegno di Roma. La obbedienza era anche accoglienza aperta del Magistero. Un esempio: le giornate tenute a Palazzo Vecchio, a Firenze, alla fine di settembre 1962 , in “preparazione della città all’apertura del Concilio Vaticano II “Come scriveva La Pira, ai gruppi giovanili culturali , proponendo “alcune meditazioni miranti a dare una risposta al problema certamente più impegnativo e più attuale dei popoli,come dei singoli. Se la storia ha un senso (se,cioè, la storia ha una “direzione “ ed una finalità : e quali).

Questa fra le tante iniziative conosciute di La Pira sindaco, anticipatore da Laico della “ Pastorale per la città”. La linea tracciata si rincontra nelle indicazioni ripetute da Papa Francesco nel libro “Dio nella città “. ( Milano, San Paolo ,2013) A cui ha fatto seguito l’approfondimento nei convegni riassunti nel volume “ La Pastorale per le grandi città” ( Card. Luis Sistach , Arcivescovo emerito di Barcellona). Una raccolta degli interventi, dei documenti e delle conclusioni del I Congresso Internazionale di Barcellona nel 2015.

Ancora nell’ ottobre del 2018 a Guadalajara (Messico) si è svolto il primo Congresso continentale di pastorale urbana per i latinoamericani, a partire dallo slogan “La gioia del Vangelo per le grandi città” e dalla certezza che Dio abita già nelle città. Sacerdoti e Laici si sono “ riuniti per accogliere la sfida lanciata dai tanti fenomeni di un mondo che si urbanizza in modo accelerato e per avere uno sguardo contemplativo verso le città, che non sia indirizzato a costruire in termini materiali, ma a scoprire come Dio abita nelle città e nelle vie in cui la Chiesa può farsi sacramento della sua presenza.”

E’ la profezia di La Pira ,ormai sulla via della Sua Beatificazione, della Santa esperienza solidale e radicata con la sua città. Con il desiderio di speciale rapidità nella conclusione del Processo canonico , dopo della dichiarazione di venerabilità di Giorgio La Pira. La universalità della Sua azione è un patrimonio ecclesiale che non si può ignorare. Nel Convegno di Bari non può essere posto ai margini il riferimento alle intraprese di Papa Francesco per l’impulso della Pastorale Urbana, leggibile negli indirizzi della “Laudato Si” .

A stimolare l’attenzione urbana ci sono anche dei fatti ben precisi. Secondo dati elaborati dalle Nazioni Unite infatti,entro il 2050, la popolazione urbana mondiale dovrebbe aumentare dell’84%, passando dai 3,4 miliardi nel 2009 ai 6,4 miliardi nel 2050. In sostanza, tutta la crescita prevista della popolazione globale sarà concentrata nelle aree urbane delle regioni meno sviluppate e in quelle emergenti, la cui popolazione dovrebbe aumentare da 2,5 miliardi nel 2009 a 5,2 miliardi nel 2050. Insomma un processo che appare irreversibile e dunque con il quale è necessario misurarsi. Nell’Unione Europea sono stati sopiti i fermenti delle conferenza di Barcellona del 1995. Alcuni punti della dichiarazione programmatica di quella Conferenza , sembrano estratti dalla visione del “nuovo Lago di Tiberiade”.

“ Rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, attraverso l’applicazione dei principi della Carta delle Nazioni Unite , della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”……. “Promuovere la sicurezza regionale, eliminare le armi di distruzione di massa, aderire ai regimi di non proliferazione nucleare sia internazionali che regionali, nonché agli accordi sul disarmo e sul controllo degli armamenti.” Il secondo Capitolo della Dichiarazione di Barcellona prevede l’istituzione di un partenariato economico-finanziario tra le due rive del Mediterraneo attraverso la creazione di una zona di prosperità condivisa dalle due sponde del Mediterraneo.

La zona di libero scambio, di integrazione economica precede l’unione doganale, il mercato comune e l’unione economica. La zona di libero scambio, che si sarebbe dovuta realizzare entro il 2010, per collegare gli Stati membri dell’Unione Europea con i paesi partners mediterranei. Non si tratta più di paesi in via di sviluppo, o di paesi terzi mediterranei, bensì di paesi partners. Viene riconosciuta pari dignità ai partners , pur nei reali squilibri tra le rive del Mediterraneo. Con l’iniziativa della Conferenza episcopale italiana, “Mediterraneo frontiera di pace” si potrebbe vitalizzare il programma dell’Unione Europea di Barcellona 1995. Lo sviluppo nelle genti mediterranee , nell’azione informativa e formativa delle nuove generazioni, dovrà orientarsi su almeno due temi cari a Giorgio La Pira la città e il mediterraneo. Sono argomenti che generano forti emozioni , da proporre ai giovani in un cammino comune indicando le forti esperienze di fede vissute in diversi ambiti dai “costruttori di città”.

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