Carissimi Tutti, la Pace sia con voi.

Da pochi giorni abbiamo ripreso le Celebrazioni Eucaristiche con la presenza del popolo e, se anche abbiamo dovuto affrontare non poche difficoltà per attuare quanto previsto dal protocollo d’intesa tra la Conferenza Episcopale Italiana, il Governo ed il Comitato tecnico-scientifico, il desiderio di ritrovare quel minimo di normalità, dopo due mesi di contatto virtuale, ci ha permesso, in grande maggioranza, di giungere preparati all’appuntamento del 18 maggio.

Ora che le Celebrazioni Eucaristiche stanno, pian piano, entrando nel ritmo quotidiano, ed i meccanismi sono ormai rodati, un’altra sfida si pone sul nostro orizzonte: sta arrivando l’estate e, con la bella stagione e la fine delle scuole, il bisogno dei nostri bambini, ragazzi ed adolescenti di recuperare quella vita “normale”, che per oltre due mesi gli è venuta a mancare, è impellente. A questo bisogno si unisce anche quello delle famiglie, in modo particolare degli adulti che, riprendendo a lavorare e non potendo godere di ferie, dovranno lasciare i propri figli in contesti sicuri.

Negli anni passati i nostri oratori hanno saputo mirabilmente intercettare questo bisogno realizzando diverse esperienze estive che, seppur con denominazioni diverse, avevano al centro della loro attività il desiderio d’innescare seri processi educativi.

Quest’anno, però, per la situazione epidemiologica ben nota, è impossibile attuare le stesse esperienze, o meglio nelle medesime modalità. Il documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per
bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza COVID-19 e il documento Aperti per Ferie del Servizio nazionale della Pastorale Giovanile tracciano una strada possibile da percorrere, in attesa anche che la Regione Sicilia si esprima in tal senso.

Certamente le difficoltà non mancano e non mancheranno, ma crediamo che sia giusto riconoscere che questo è il momento in cui lo Spirito ci “costringe” (cf. At 20,22) ad approdare verso nuove forme di attività estive, impegnative sì, ma esaltanti ed evangeliche.

Diamo vita a dei “segni” concreti; tutto sia vissuto in piccoli gruppi e nel rispetto delle regole, ma permettiamo ai ragazzi di conoscere la bellezza e la responsabilità della custodia reciproca, nonché della custodia del creato. Sogniamo allora, e non utopicamente, di stringere nuove alleanze tra
Comunità parrocchiali, tra movimenti, tra consacrati, tra laici, tra Associazioni e tra Istituzioni, affinché siano messi al centro i bisogni dei più “piccoli”.

Con questa lettera desideriamo esprimervi il nostro plauso per le iniziative già avviate e al contempo, chi non l’avesse fatto, v’incoraggiamo ad avviare progettualità belle e responsabili. Qualora vi siano dei dubbi o delle perplessità rivolgetevi ai rispettivi Servizi diocesani della Pastorale dei Giovani che mantengono continuamente i contatti con il Servizio regionale e stanno studiando le modalità attuative più opportune e più congrue per le attività estive.

Parafrasando San Bernardo nel suo commento all’Annunciazione, pensate che i ragazzi e le famiglie dei vostri territori siano col fiato sospeso, perché attendono in silenzio una vostra risposta; il vostro “Eccomi” trasformerà allora la Parola in Carne, il sogno in realtà, il desiderio in storia di
salvezza.

Non abbiate paura di offrire il vostro “Sì” confidente, come ha fatto la Vergine Madre, perché possiate essere segno di consolazione e di speranza per i giovani. Vi benediciamo con paterno affetto.

L’Équipe dell’Ufficio regionale della Pastorale dei Giovani

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