Detenzione e reinserimento sociale, a Catania nasce la casa di accoglienza “Rosario Livatino”

Venerdì 9 luglio 2021 nel Salone dei Vescovi in Arcivescovado alle ore 10,00, davanti ad un pubblico in presenza nel rispetto delle norme anti-covid, sarà presentata l’iniziativa sociale “Casa di accoglienza Rosario Livatino, promossa dalla Fondazione Francesco Ventorino e sostenuta dall’impegno fattivo dell’Arcidiocesi di Catania (in allegato una scheda illustrativa).

All’incontro interverranno:

Dott. Sebastiano Ardita, Componente del Consiglio Superiore della Magistratura; Dott. Giovanni Fiandaca, Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento sociale per la Regione Sicilia; Dott. Alfio Pennisi, Fondazione Francesco Ventorino; Dott.ssa Elisabetta Zito, Direttore della Casa Circondariale di Piazza Lanza – Catania; moderatore Prof. Marco Pappalardo,  Scrittore, Giornalista.

Sarà presente S.E. Mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo di Catania.

La Casa di accoglienza Rosario Livatino intende offrire una soluzione abitativa a detenuti fruitori di misure alternative alla carcerazione e a neo-dimessi, ovvero ex detenuti che hanno estinto la pena, nella prospettiva di favorire il recupero e il reinserimento sociale di chi sta scontando una pena o l’ha già estinta e si trova senza fissa dimora.

L’iniziativa si colloca all’interno di una presenza nella Casa Circondariale di Piazza Lanza, a partire dal 2009, di un cospicuo gruppo di volontari, formalmente costituitisi, dal 2020 come espressione della Fondazione Francesco Ventorino. Tale impegno presenta oggi forme molto articolate: diversi laboratori (teatrale, artigianale, di lettura, di cucina, di taglio e cucito) un cineforum e la realizzazione di numerosissimi colloqui individuali, cui è
intimamente connessa, oltre che la fornitura di sostegno morale e materiale, anche una continua attività di supporto nelle relazioni con le famiglie, con gli avvocati, con enti esterni.

Tale attività, tuttavia, assai difficilmente sarebbe riuscita nell’intento di realizzare un’opera quale la Casa di accoglienza se essa non fosse stata soccorsa dalla sensibile ed illuminata generosità e dal fattivo impegno della Chiesa catanese e del suo Presule che ha individuato una struttura tra i beni nelle disponibilità della Curia e l’ha messa a disposizione dell’attività già descritta.

La Casa di accoglienza intende offrire i seguenti servizi, programmati e realizzati da personale qualificato: alloggio e vitto, interventi di sostegno e sviluppo delle capacità di autonomia e autogestione, accompagnamento ai servizi territoriali (sociali, sanitari e del lavoro), attività ricreative, mediazione culturale, orientamento e informazione legale, formazione e/o riqualificazione professionale, sostegno psicologico.

All’interno di un approccio integrale, integrato e multidisciplinare alla persona dell’ospite della Casa, il servizio offerto dalla Casa si svolgerà in sinergia con tutte le risorse ed Enti – istituzionali e non – che il territorio mette a disposizione a favore dei soggetti più svantaggiati.

In una società spesso caratterizzata da quella che Papa Francesco ha definito “la cultura dello scarto”, i carcerati – e con essi le loro famiglie – sono tra gli scarti più negletti. La Fondazione Francesco Ventorino e la Chiesa catanese, realizzando la Casa di accoglienza Rosario Livatino, intendono affermare invece l’insopprimibile dignità di ogni uomo e donna ponendo dunque un segno di novità e speranza per la società intera.

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