Scuola: procedura straordinaria per l’assunzione dei docenti di religione

di Carmelo Mirisola

Tra gli emendamenti approvati al DL 36/2022, il 47.14 di Nencini (IV-PSI), Sbrollini (IV), De Luca (M5S), Laniece (SVP-PATT, UV), Ra hompi (PD), Saponara (Lega), Vitali (FI) è finalizzato alla procedura straordinaria per l’assunzione dei docenti di religione con almeno 36 mesi di servizio.

L’emendamento, di cui si attende ancora il testo definitivo, introduce, accanto al concorso ordinario, da bandire entro l’anno 2022, una procedura straordinaria riservata agli insegnanti di religione cattolica che siano in possesso dei titoli previsto dai punti 4.2. e 4.3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 175 del 2012, dell’idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano competente per territorio e che abbiano svolto almeno 36 mesi di servizio nell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali.

Per questa procedura viene inoltre prevista l’istituzione di una graduatoria di merito sino a totale esaurimento. Tale procedura sembrerebbe riprendere quella utilizzata per il concorso straordinario di infanzia e primaria e, seppur in percentuale numerica assolutamente insufficiente, dà anche agli insegnanti di religione con più di 36 mesi di servizio, la possibilità di immissione in ruolo tramite concorso straordinario.

Oltre 13000 precari su 15mila hanno in realtà superato abbondantemente i 36 mesi di servizio e in molte regioni la percentuale del 70% è stata ormai raggiunta e consolidata grazie ai recenti scorrimenti delle graduatorie del 2004 (nelle more dell’espletamento delle due procedure è atteso un nuovo scorrimento). Il testo dell’emendamento ricorda che sarà poi il bando a definire i termini di presentazione delle domande, le modalità di svolgimento della prova orali didattico – metodologica, di valutazione della stessa e dei titoli ai fini della predisposizione delle graduatorie, su questi punti potrebbe essere nuovamente determinante l’apporto dei sindacati.

Queste proposte che arrivano dalla politica sono il frutto di un lungo e delicato processo di mediazione che ha visto la collaborazione di diverse sigle sindacali rappresentative di settore. Vale la pena di sottolineare quanto sia stato stato impegnativo, ma importante riuscire a raccordare tutte le istanze dei diversi attori coinvolti.

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