Comunità energetiche «bloccate»: la Diocesi di Catania e altre associazioni scrivono al governo

di Alessandro Rapisarda

L’Arcidiocesi di Catania ha già da diverso tempo pensato di costituire una comunità energetica di rinnovabili, ovvero entrare a far parte di gruppi di soggetti tra cui amministrazioni locali, enti del terzo settore, enti religiosi e privati cittadini, che si associano creando una rete locale di impianti che generano energia da fonti rinnovabili e la condividono.

Questa particolare forma aggregativa, approvata dal decreto legge 199/2021, in recepimento della direttiva europea 2018/2001, ha l’obiettivo di incentivare lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili, per implementare lo sviluppo sostenibile.

Nonostante la bontà dell’iniziativa, mancano ancora i provvedimenti attuativi necessari per l’effettiva applicazione della norma. Ritardi che mettono a rischio la diffusione di uno strumento fondamentale per combattere la povertà energetica e l’emergenza climatica.

Per questo motivo, l’Arcidiocesi di Catania e 77 realtà tra associazioni, fondazioni e movimenti hanno lanciato un appello al governo per affrontare questa importante questione, che è diventata ancora più urgente dopo la guerra in Ucraina e la successiva crisi energetica che ne sta scaturendo.

Una sfida quella delle rinnovabili che – come raccontato dal nostro giornale – aveva già animato la 49^ edizione della Settimana Sociale dei cattolici italiani, che si è svolta a Taranto lo scorso ottobre, sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”, cui hanno partecipato delegati delle comunità ecclesiali di tutte le diocesi italiane, vescovi, economisti, politici e laici.

l’Unione Europea ha sempre mostrato un’enorme interesse verso le rinnovabili, soprattutto negli ultimi mesi e con il programma RePowerEU si pone l’obiettivo di aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili passando dal 40 al 45 percento entro il 2030. Sfortunatamente i firmatari dell’appello notano che non c’è traccia dei provvedimenti attuativi e di bandi nel Pnrr e sperano, nonostante la difficile situazione politica, in un inserimento nelle prossime settimane.

Anche se le comunità energetiche da sole non possono risolvere il problema energetico, possono comunque contribuire ed essere parte della soluzione di un problema che nei prossimi anni saremo chiamati ad affrontare.

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