di Agata Bernadetta Puglisi

Nella serata del 25 febbraio a Niscemi il comitato “Evento franoso Niscemi 2026” ha organizzato una fiaccolata a cui hanno partecipato: gran parte della popolazione, l’amministrazione e il consiglio comunale, il Sindaco di Niscemi Massimiliano Conti e il Vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana. “Il coraggio di restare, la forza di cambiare” è questo lo slogan della fiaccolata. Il corteo si è sviluppato passando da una delle uscite del paese che conduce alla strada provinciale SP12, interessata dalla frana. In seguito, il corteo si è articolato verso il santuario della patrona di Niscemi, Maria Santissima del Bosco, per affidarsi e per ringraziare la Madonna in quanto l’evento franoso non ha causato morti o feriti. Poteva essere una tragedia, in quanto, le telecamere di videosorveglianza hanno documentato che in alcuni degli spazi all’aperto che sono franati, la sera precedente, così come in altri giorni, vi era la presenza di moltissimi giovani in quanto luogo di incontro.

Un fenomeno molto interessante che si è verificato, determinato dalla globalizzazione dell’evento ovvero le immagini riguardanti il costone o il fronte di frana, i video, le interviste riguardanti la frana trasmesse a livello mondiale hanno destato nei Niscemesi sparsi per il mondo, per motivi di lavoro o di studio, un richiamo simile a quello di “una madre ferita che richiama i figli”. Di solito i Niscemesi che abitano fuori, rientrano a Niscemi per quelli che sono alcuni momenti cruciali dell’anno: le vacanze Pasquali, estive e le vacanze di Natale, per la festa della Patrona la Madonna Maria Santissima del Bosco e per partecipare ad altri eventi o cerimonie religiose da condividere con la famiglia d’origine. Invece, al richiamo della Madre ferita ovvero La Nostra Madre Terra quasi tutti sono rientrati a Niscemi.

Il 28 febbraio Il Sindaco di Niscemi Massimiliano Conti ha firmato l’ordinanza, si riduce la zona rossa e ritornano nelle loro abitazioni più di 500 persone.

Un murales per ricordare la protezione di Maria

Nel vedere le strade del centro storico del mio paese Niscemi, la mia mente ritorna indietro nel tempo e riaffiorano i ricordi quelli di un carissimo amico di mio padre, che era un famoso pittore Niscemese, Salvatore Pepi. Egli ha realizzato molte opere pittoriche. Io, mio padre e mia sorella Bianca Maria abbiamo avuto un grande privilegio, quello di vedere le tele e le opere nella sua realizzazione e nel suo divenire. I colori sulla tavolozza, i pennelli “intrisi dai vari colori” e il legno tendente al colore grigio da dove venivano impugnati, sono ancora tra i ricordi più cari. Passavamo dal suo studio dove realizzava i quadri, certo al nostro arrivo il pittore interrompeva ma più avanti nel tempo “abbiamo visto” tutto ciò che in quel posto era accaduto ovvero i luoghi delle nostre passeggiate “venivano racchiusi nei quadri” e dunque nelle varie opere pittoriche. Opere con dettagli meravigliosi. Nel libro “Omaggio a Niscemi”, il pittore Pepi ha raccolto quanto riprodotto sulla tela dei quadri quindi le opere dedicate alle chiese e ai quartieri di Niscemi. Le stesse strade e gli stessi luoghi che le televisioni e i giornali di tutto il mondo hanno trasmesso percorso e visitato.

Alcuni giorni fa è stato realizzato un murales dal giovane street artist Niscemese Turi è Tinto. I colori predominanti, che ha utilizzato l’autore, sono il blu e l’azzurro. Il messaggio è quello della “Speranza”. Il manto della Madonna che avvolge e protegge la collina “iconicamente e praticamente”.

La nostra tradizione e la nostra storia, più volte, narra e racconta di come noi Niscemesi nei momenti di sconforto, stravolgimento e paura abbiamo invocato la Madonna Maria Santissima del Bosco, Patrona del paese. La Madonna è definita “la mamma di tutte le mamme”, incarna il modello supremo di amore materno, tenerezza e dedizione, fungendo da riferimento spirituale e consolazione per ogni madre e credente. Maria è considerata la madre della Chiesa e di ogni cristiano, portando conforto e proteggendo “i figli” con il suo cuore materno, specialmente nei momenti di dolore. Il significato risiede nel riconoscere Maria non solo come madre di Gesù, ma come figura materna universale che offre protezione, amore e guida, sostenendo le mamme nel loro compito e i figli nelle loro difficoltà.

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