Le sbarre di un carcere, un palco teatrale, la voce di chi da cinquant’anni lavora con i giovani. A Catania il Festival Biblico si aprirà così, da un luogo e da storie vere portate in scena, prima ancora che da un convegno o da una teoria. È da qui che prende forma il tema scelto per la 22ª edizione della rassegna: Il potere del limite.

Il Festival conferma la sua natura itinerante e policentrica, coinvolgendo dieci città – Genova, Alba, Verona, Rovigo, Catania, Conegliano, Padova, Vicenza, Treviso e Chioggia – in un percorso che intreccia Bibbia, filosofia, scienze umane, arte e cronaca. In un tempo che interpreta spesso il limite come ostacolo da rimuovere e il potere come esercizio della forza, la manifestazione propone uno sguardo differente: il limite come dimensione costitutiva dell’umano, spazio in cui maturano libertà, relazioni e responsabilità.

A Catania il programma si svolgerà dall’8 al 10 maggio. L’apertura, venerdì 8 maggio alle 20.30 al Cine Teatro Don Bosco, sarà affidata allo spettacolo Oltre le grate, con CGS Life, scritto da Turi Giordano, Armando Bellocchi e Giuseppina Costa, con la regia di Turi Giordano.

Il titolo contiene già una direzione precisa: guardare oltre ciò che separa, oltre ciò che chiude, oltre l’immagine ridotta di chi vive una condizione di detenzione. Un modo diretto per entrare nel tema del Festival attraverso il volto degli ultimi.

«Siamo contenti di aprire quest’anno il Festival Biblico – racconta Armando Bellocchi, alla guida del CGS Life – La cosa più importante resta l’attenzione agli ultimi e, in questo caso, ai carcerati. Il Vangelo si può portare e vivere sulla pelle delle persone. Lo si può incontrare anche lì, dentro quelle vite».

Nelle sue parole il riferimento biblico esce dal linguaggio astratto e si misura con le ferite del quotidiano. «Il discorso biblico rientra perfettamente in questa esperienza, perché la Parola riesce a passare anche attraverso le sbarre del carcere. Ormai da un anno stiamo facendo questa esperienza nei vari penitenziari. Siamo stati anche al Giubileo dei carcerati, all’Auditorium di via della Conciliazione, nella tre giorni dedicata a loro. Stiamo girando diverse realtà penitenziarie».

Poi richiama una frase evangelica che sintetizza il senso di questo cammino: «Ero carcerato e siete venuti a trovarmi». È il criterio con cui leggere anche l’impegno del CGS Life, che proprio in questi anni ha scelto di spendersi in prima persona accanto ai detenuti. «Il 13 giugno saremo nel carcere di Castrovillari. Ci stiamo autotassando per poter fare questo tipo di esperienza, perché lì non ci paga nessuno, anzi tutt’altro. Ma il modo più bello per celebrare i nostri cinquant’anni di associazione è proprio questo: venire a contatto con gli ultimi. È la cosa più gratificante».

Il Festival Biblico, a Catania come nelle altre città coinvolte, parte allora da una domanda essenziale: quale potere resta davvero umano? La risposta passa dal carcere, dal dialogo, dalla riflessione e dalla preghiera: negli appuntamenti catanesi di SuperAbili al Salone dei Vescovi, nel dialogo di Cronache di pace all’Auditorium Francesco Ventorino, nell’incontro sull’Etna Il potere del limite nella creazione e nella meditazione musicale Cantico del limite nella chiesa di Santa Maria di Gesù. Dove sembra esserci soltanto un limite, può ancora nascere una possibilità.

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