Una serie di meditazioni durante l’anno dedicato a San Giuseppe, la bellezza della paternità

di Don Antonino De Maria

Già durante il lockdown dello scorso anno avevo cercato brevemente di spiegare il Padre nostro nella nuova versione liturgica attraverso la pagina Facebook Devoti di Sant’Agata che raggiunge un numero notevole di persone e ho pubblicato un articolo su Laòs dedicato al commento patristico di quel Ne nos inducas che tante inutili polemiche aveva suscitato.

Non mi aspettavo l’indizione di Papa Francesco di un anno dedicato a san Giuseppe nel 150 anniversario del Decreto Quemadmodum Deus del Beato Pio IX, con una bellissima Lettera apostolica intitolata Patris corde – Con cuore di padre –  che esalta la bellezza della paternità, intesa in tanti suoi aspetti e modulazioni.

Da tutto questo è nata l’idea di una serie di meditazioni che si svolgeranno durante tutto l’anno giuseppino che ho voluto intitolare Dal Padre nostro al padre mio, facendo riferimento a quell’espressione della Lettera agli Efesini 3, 14-15 che indica nella paternità di Dio il senso e il fondamento di ogni paternità: “ Per questo, dico, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell’uomo interiore.”

Le meditazioni si svolgeranno all’interno della liturgia del Vespro ogni martedi alle 18,30, in presenza (45 posti) e in streaming attraverso la pagina Devoti di sant’Agata, presso la Chiesa di san Gaetano alle grotte.

Il punto di partenza sarà la preghiera: nella preghiera di Gesù si mostra la sua relazione obbediente al Padre e si rivela il suo mistero. Per questo le prime meditazioni riguarderanno il Padre nostro e quanto Gesù ci ha rivelato dal Padre. Saranno seguite dalle meditazioni su Patris corde di Papa Francesco. La conclusione delle meditazioni aprirà una pista di meditazione sulla missione della Chiesa, materna e paterna, in una società che ha cercato di uccidere il padre.

Spero che san Giuseppe e lo Spirito Santo mi illuminino in questo cammino e anche se fosse utile solo a me ciò sarebbe di grande grazia. Al nostro Arcivescovo in questo tempo così importante la nostra attenzione e il nostro grato affetto, come comunità fatta di giovani e adulti, e la nostra preghiera.

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