Dal Giappone all’Umbria grande interesse per il nuovo itinerario avviato lo scorso 13 dicembre
“È stato meraviglioso e incredibile. L’interno era ricchissimo di dettagli, figure straordinarie. Venite a visitarlo, così potrete provare la stessa sensazione che abbiamo avuto noi”. La prima testimonianza arriva da molto lontano: è un giovane visitatore giapponese, intercettato sul sagrato della Cattedrale, che sta seguendo il percorso di ArtEcclesiae, il parco culturale, attivo dal 13 dicembre, che comprende anche il Museo Diocesano, le Terme Achilliane, la Collegiata e il Trittico Agatino (Sant’Agata la Vetere, Sant’Agata al Carcere, San Biagio in Sant’Agata alla Fornace). A dieci giorni di avvio dell’itinerario, un variegato resoconto di testimonianze evidenzia il rilievo di un’esperienza che sta cambiando il modo in cui turisti e cittadini guardano al patrimonio ecclesiastico catanese.
Il progetto ArtEcclesiae nasce dall’intuizione dell’Arcidiocesi di Catania che vuole rendere accessibile e integrato un patrimonio straordinario, grazie all’accordo con la società catanese AR.CA, già gestore del Museo diocesano. A colpire i visitatori non è solo la ricchezza artistica, ma l’organizzazione del percorso che tramuta una visita in un viaggio nella memoria collettiva di una città: “Mi ha sorpreso la qualità dell’accoglienza”, racconta una turista spagnola. “Ho visitato tante cattedrali in Europa, ma qui c’è qualcosa in più: ti fanno sentire parte di una storia che continua”.
Il biglietto più richiesto resta Via Etnea che svela il percorso completo: “Sono stato diverse volte a Catania, ma sempre sull’Etna, in città mi sono limitato alla Cattedrale. Oggi, grazie anche ad ArtEcclesiae, seguiamo un itinerario che probabilmente da soli non avremmo mai scelto”. A questo visitatore proveniente da Ancona, fanno eco due famiglie milanesi, in vacanza a Taormina, che raccontano della loro mattinata passata in città: “Non pensavamo che Catania avesse questo patrimonio così ben conservato e valorizzato. Il biglietto integrato ci ha permesso di scoprire tesori che altrimenti avremmo ignorato”. Da Roma una signora in viaggio col marito per un weekend lungo: “Ricordavo questa città come bellissima, soprattutto dal punto di vista storico. Apprezzo tantissimo gli edifici che ci sono: Catania ha un valore altissimo, case d’epoca che potrebbero cambiare la percezione del mondo su questa città”. Il percorso ArtEcclesiae le ha permesso di scoprire quegli angoli di sacralità e arte che rendono unico il tessuto urbano catanese.
Dal Nord Italia arriva un’altra voce, quella di un visitatore che ha iniziato il suo itinerario dal Museo Diocesano e dalle Terme Achilliane. “Il percorso è ben fatto, questi due poli sono interessanti e ottimi dal punto di vista qualità-prezzo”, spiega con lo sguardo già proiettato verso la prossima tappa: la Cattedrale di Sant’Agata. “Mi aspetto una bellissima struttura, piena di storie e cultura” dice, e nell’attesa si percepisce quella curiosità autentica che solo i grandi luoghi sanno suscitare. Una coppia di Firenze che passa subito dopo si avvicina ai nostri microfoni e aggiunge: “Veniamo da una città d’arte per eccellenza, ma questo percorso ha una sua identità precisa: racconta la spiritualità attraverso la bellezza, e lo fa con professionalità”. Le Terme Achilliane, peraltro, rappresentano una scoperta per molti. Nascoste sotto il Duomo, queste strutture romane del IV-V secolo raccontano di una Catania antica, stratificata, dove ogni epoca ha lasciato la sua impronta. “Non immaginavo che sotto la Cattedrale ci fosse tutto questo”, commenta un ragazzo romano. “È come un viaggio nel tempo, letteralmente”.
L’iniziativa permette anche una fruizione migliore per gli abitanti della città, garantendo il pieno rispetto dei fedeli e delle attività religiose. Lo testimonia un cittadino: “Sono catanese: per anni, soprattutto nelle ore centrali della giornata, mi è capitato di trovare le chiese chiuse. Oggi posso entrarvi senza difficoltà, anche durante una pausa di lavoro, sentendomi accolto come tutti: cittadini, turisti, fedeli, curiosi. Gli operatori, ben riconoscibili, si distinguono per sorriso e gentilezza, invitando tutti a fermarsi e a sentirsi a casa”. Per altri è anche l’occasione di una riscoperta dei tesori artistici diocesani. Lo ripete ai nostri microfoni una giovane studentessa in piazza Duomo: “Questa iniziativa mi ha fatto nascere l’interesse per il Museo diocesano che non avevo mai visitato prima: è un luogo straordinario che custodisce le emozioni della festa, rinnovando, attraverso le opere che ospita, il legame profondo con la città e la devozione verso Sant’Agata. Un’esperienza che racconta una Catania capace di aprirsi, includere e riconoscersi nella propria storia».
ArtEcclesiae parla la lingua universale dell’incanto: dal Giappone o dall’Umbria, da Milano o da Roma. Un’esperienza che, riprendendo le parole del giovane visitatore giapponese, sarà in grado di generare una sensazione speciale. Qualcosa che vale la pena raccontare e tornare a vivere.