Biagio Apa, uomo del Vangelo: esperienze pastorali a Catania nella stagione del Concilio

Venerdì 2 luglio 2021 nel Salone dei Vescovi in Arcivescovado alle ore 18,00, davanti ad un pubblico in presenza nel rispetto delle norme anti-covid, sarà delineata la figura di padre Biagio Apa attraverso le sue esperienze pastorali che hanno tanto inciso nella storia recente della Chiesa catanese.

La presentazione dell’opera letteraria che raccoglie le molteplici testimonianze ed esperienze del sacerdote sarà condotta da Don Pino Ruggieri, Teologo, del quale di seguito si riporta una breve introduzione e dal Prof. Salvo Di Leo.

All’incontro interverrà S.E. Mons. Salvatore Gristina.

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di don Pino Ruggieri

Voglio presentare questo libro limitandomi a chiarire il contesto che vide possibile l’esperienza di Biagio Apa, come parroco, sia al Villaggio S.Agata che a Viagrande nella parrocchia di Viscalori. Giacché ogni esperienza particolare nasce in un contesto preciso, che la rende possibile.

Del resto l’esperienza di padre Apa non fu un’esperienza isolata. Solo per ricordare i defunti, occorre far memoria almeno di Concetto Greco al Pigno e di Giovanni Piro ai SS. Pietro e Paolo. A queste esperienze, che restarono molto diverse fra di loro, furono comuni due tratti: una straordinaria umanità credente dei loro protagonisti per un verso e l’ispirazione del Vaticano II per altro verso.

Ciò che infatti queste esperienze rappresentarono fu un’immagine di chiesa diversa rispetto al passato preconciliare: esse incarnarono un cristianesimo dominato 1) dall’ascolto della Parola di Dio, 2) dalla centralità dell’eucaristia e 3) dalla vicinanza ai poveri e alla sofferenza della gente. Il resto: attivismo organizzativo,  devozionalismo, sacramentalismo, furono considerati impedimento piuttosto che aiuto per l’evangelizzazione. Ma tutto questo fu reso possibile grazie all’aggiornamento conciliare, voluto da papa Giovanni XXIII.

La ricchezza umana e cristiana dei protagonisti di queste esperienze si alimentò infatti al messaggio conciliare. Chi vuole approfondire questo aspetto nei suoi risvolti concreti dovrebbe prendersi la briga di leggere un documento presente negli archivi diocesani dell’epoca di Mons. Picchinenna e contenente la relazione che la parrocchia del Villaggio S. Agata presentò al vescovo per la visita pastorale del novembre 1984. Da quella relazione appare chiaro come ciò che guidò quella esperienza fu l’intenzione  di volere incidere sull’incontro effettivo del nostro popolo con la chiesa e con il vangelo. Questo incontro si ha nelle parrocchie, con tutte le loro carenze, ma che restano il luogo principale nel quale la nostra gente ai trova confrontato alla proposta cristiana. La “purezza” apparente della fede vissuta in altri luoghi (movimenti più o meno carismatici, gruppi di impegno socio politico etc.) resta nonostante tutto chiusa in se stessa, lontana da quella “chiesa in uscita” alla quale fa spesso riferimento papa Francesco.

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