di Agata Bernadetta Puglisi
È qualcosa che squarcia l’anima, rende gli occhi pieni di lacrime ed il cuore pieno di dolore, vedere cadere giù una parte del mio paese, la mia cittadina, Niscemi. È qualcosa di terribile, qualcosa che ha sconvolto profondamente e inesorabilmente le nostre vite. Nelle ore pomeridiane del 25 gennaio una parte della collina inizia a franare, a staccarsi da Niscemi e a scivolare inesorabilmente verso la piana di Gela. Qualcosa di unico al mondo, un fenomeno che gli studiosi non hanno mai osservato prima in quanto la frattura che si è creata prosegue per oltre 4 km raggiungendo una profondità di circa 50 metri. Nei giorni successivi la frana non si arresta, il mal tempo persiste e anche le piogge sono insistenti, si forma un precipizio e alcune case rimangono in bilico sull’orlo del baratro. Il simbolo di “Niscemi che non crolla ma resiste” diventa la croce posizionata nel quartiere Sante Croci, proprio dove un tempo era situata una chiesa che fu abbattuta perché danneggiata dalla frana del 1997.
Uniti nella ricostruzione
Purtroppo nella serata del 9 febbraio arriva la notizia che la croce è caduta, avvenimento che desta in noi ancora più smarrimento, perdiamo un ulteriore punto di riferimento, cadiamo nello sconforto, perché la frana non si ferma. La croce è stata recuperata alcuni giorni dopo dalle forze dell’ordine. Le persone sfollate, che sono state evacuate e hanno dovuto lasciare le loro abitazioni sono più di 1500, alcune persone sono state ospitate presso il Palazzetto dello sport e presso una casa di riposo, quasi tutti hanno trovato ospitalità presso casa di parenti, amici e conoscenti. Questo indica lo stringersi l’uno all’altro per affrontare tutti insieme l’evento catastrofico che ha colpito la nostra cittadina e il nostro territorio. I vigili del fuoco del comando provinciale di Caltanissetta hanno recuperato anche dei libri della Biblioteca “Angelo Marsiano”, testi che fanno parte del patrimonio culturale del paese.

La visita del presidente Mattarella
In soccorso al nostro paese è arrivato l’esercito e sono state costruite delle strade “bretella” che sostituiscono le arterie colpite dalla frana. La visita a sorpresa, inoltre, nella mattina del 23 febbraio, del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il presidente ha sorvolato in elicottero i luoghi della frana, si è recato nel centro storico e in un istituto scolastico, ha fatto sentire a tutti la solidarietà e la presenza delle istituzioni. Ci siamo sentiti onorati da questa visita e abbiamo apprezzato la presenza del presidente che ha voluto “vedere con i propri occhi e sentire con le proprie orecchie” ciò che sta accadendo.
Niscemi risorgerà
Alcuni giorni fa, una mia amica che ha dovuto lasciare la propria abitazione perché situata nella zona della frana ha avuto il permesso di rientrare nella propria casa, così come altre persone, ma solo per un breve lasso di tempo, quello che occorre per recuperare gli oggetti più importanti e tra questi oggetti ha deciso di donarmi qualcosa di molto prezioso, una statuetta della madonna di Lourdes. I miei genitori erano molto devoti alla madonna di Lourdes, facevano parte dell’associazione Unitalsi. Mio padre partì come barelliere con l’associazione di Gela e mia madre come dama con l’associazione di Catania, si conobbero a Lourdes nella grotta di Massabielle. Nacquero due figlie, Bianca Maria e Agata Bernadetta. Io e mia sorella siamo cresciute con dei principi importanti, punti cardine nella vita dei nostri genitori, la fede in Dio e per la religione, l’onestà, la correttezza, l’impegno e i sacrifici per raggiungere ciò che desideriamo. Restare uniti è il punto di partenza. Abbiamo profonda fiducia nelle istituzioni. Siamo una città di persone laboriose che hanno investito tanto per rimanere e r-esistere, ne sono un esempio gli imprenditori anche giovani e giovanissimi che hanno puntato tutto sul proprio paese d’origine. L’impegno è qualcosa che contraddistingue noi niscemesi e anche questa volta troveremo la forza per andare avanti e rifiorire: Niscemi risorgerà.

(foto: Agata Bernadetta Puglisi)