Gentile Direttore,

vorrei condividere una piccola esperienza vissuta nella mia parrocchia, perché mi ha fatto riflettere su un tema più grande: la fragilità delle relazioni, quando manca qualcuno che le custodisca.
Qualche settimana fa avevo invitato il sacerdote e alcuni “nuovi” della comunità per un semplice barbecue a casa mia. Un gesto normale, nato dal desiderio di conoscersi meglio e di creare un’occasione di incontro fuori dagli schemi. Il sacerdote aveva accolto l’idea con entusiasmo, poi però l’invito è scivolato via, dimenticato. Quando se n’è ricordato, lo ha annunciato alla fine della Messa come un’iniziativa parrocchiale, impersonale. Non era cattiva volontà, ne sono certo. Ma quel gesto, così piccolo, ha cambiato il senso dell’invito: da un incontro tra persone a un evento “di struttura” e, com’era prevedibile, quell’annuncio è caduto nel vuoto.

Dopo questi fatti, mi sono accorto che qualcosa si era incrinato. Bastava poco: un chiarimento, una parola, un gesto di attenzione. Invece si è creata una distanza, e io stesso ho fatto un passo indietro. È sorprendente quanto facilmente un malinteso possa trasformarsi in estraneità, anche dentro una comunità che dovrebbe essere casa. Questa piccola vicenda mi ha fatto pensare a quanto sia fragile la fiducia, non solo nelle nostre parrocchie, ma anche nei grandi scenari del mondo. In questi mesi vediamo quanto sia difficile, nei conflitti del Medio Oriente, trovare qualcuno che sappia custodire la fiducia tra le parti, prima ancora di negoziare soluzioni sulla carta. Il Papa e il Presidente Mattarella continuano a chiedere dialogo e mediazione: non perché siano ingenui, ma perché sanno che senza una presenza terza, riconosciuta da entrambe le parti, la relazione si spezza e rimane solo la logica della forza o della reazione.

E allora mi chiedo se, nel piccolo come nel grande, non accada in fondo la stessa cosa: quando manca qualcuno che custodisce il rapporto, tutto si irrigidisce, si polarizza, si chiude.
Forse abbiamo tutti bisogno di una presenza che ci aiuti a non perdere il filo, a non lasciare che un malinteso diventi distanza o che la reazione diventi la nostra unica risposta.  Forse la pace nasce così: da una presenza che custodisce la relazione quando noi non ci riusciamo.

In foto: Caravaggio – Cena in Emmaus (particolare)

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