Il nuovo libro di don Roberto Donadoni per Marcianum Press, con la prefazione del Patriarca Moraglia

Come si continua a vivere quando muore un figlio? È la domanda da cui muove Dentro la ferita. Vivere dopo la perdita di un figlio, il nuovo libro di don Roberto Donadoni edito da Marcianum Press, con la prefazione del Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia. Un volume che non cerca risposte facili, ma apre uno spazio di ascolto attorno a una delle esperienze più dure che una famiglia possa attraversare.

Il libro nasce da un cammino concreto. Sacerdote della diocesi di Bergamo, oggi fidei donum a Venezia e parroco del Santissimo Salvatore e Santo Stefano, don Donadoni accompagna da oltre dieci anni un gruppo di un centinaio di famiglie che hanno perso un figlio — per incidente, malattia o suicidio — e che si ritrovano il primo sabato di ogni mese per condividere il peso del lutto senza esserne schiacciate. Da quell’esperienza pastorale sono nate le pagine del volume.

Al centro c’è un metodo che rovescia le attese. “Davanti a un dolore di questa portata, il primo compito di un sacerdote non è parlare, ma ascoltare”, spiega l’autore. Nel libro, aggiunge, ci sono le sue riflessioni, la Scrittura e la fede cristiana, ma soprattutto “genitori che mi hanno insegnato che il dolore non è una teoria”.

È il valore della comunità a reggere l’intera esperienza: la possibilità di incontrare persone che non chiedono di spiegare tutto, non invitano a dimenticare e sanno restare accanto anche nel silenzio. “Quando una madre guarda un’altra madre che ha vissuto la stessa esperienza, molte parole diventano inutili”, osserva don Donadoni. La fede, in questa cornice, non è proposta come risposta astratta al male, ma come spazio di presenza, relazione e speranza.

Nessuna promessa di guarigione, dunque, e nessuna richiesta di tornare alla vita di prima. “Quella vita non esiste più nello stesso modo”, riconosce il sacerdote, “ma questo non significa che non possa esistere ancora una vita possibile, vera, capace nuovamente di amore, di relazioni, di gratitudine e di speranza”. Perché, aggiunge, “la morte di un figlio non si supera e non si cancella: continua ad appartenere alla storia di una famiglia e all’identità di chi lo ha amato”.

Su questo crinale si colloca la prefazione di Moraglia, che ne restituisce il senso: sono pagine, scrive il Patriarca, che non promettono di togliere la ferita, ma “che la ferita può essere abitata senza perdere completamente la speranza. E già questo, per chi soffre, è moltissimo”.

“Dentro la ferita” (Marcianum Press, 192 pagine, 18 euro) è disponibile in libreria e online.

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