Non è stata soltanto un’esperienza di fede e carità, ma un vero e proprio motore di emancipazione, crescita culturale e riscatto sociale per intere generazioni di donne. Dal 1948 al 2000, le Figlie di Maria Ausiliatrice hanno rappresentato il cuore pulsante della vita educativa e comunitaria a San Gregorio di Catania. Oggi, quella storia fatta di aule, laboratori, cortili e relazioni umane profonde esce dai cassetti dei ricordi personali per fare il suo ingresso ufficiale nella memoria collettiva del territorio.

L’occasione per ritrovare questo prezioso patrimonio è stata la presentazione del volume «A te le affido. Le Figlie di Maria Ausiliatrice nel cammino educativo delle giovani sangregoresi», firmato da Alfio Patti. L’iniziativa, nata all’interno delle celebrazioni per l’autonomia comunale, è stata promossa in stretta sinergia con la Pro Loco di San Gregorio di Catania e con l’Amministrazione comunale. La serata del 4 settembre ha assunto il valore di un vero atto di riconoscimento pubblico: non una semplice cerimonia, ma la restituzione formale alla città di una porzione fondamentale della propria identità storica.

Nel secondo dopoguerra, all’interno di una Sicilia in cui le opportunità formative per la popolazione femminile erano ancora fortemente ridotte, l’oratorio, la scuola materna e i centri di aggregazione delle Salesiane diventarono autentici presìdi di futuro. Attraverso lezioni di taglio, cucito, ricamo, teatro, catechesi e percorsi formativi, le religiose non si limitarono all’assistenza o alla preparazione domestica: crearono ambienti accoglienti in cui le giovani potessero acquisire un mestiere, maturare responsabilità, esprimere le proprie capacità e scoprire il proprio valore nella società.

La rilevanza dell’opera è confermata anche dal contributo dell’Arcivescovo di Catania Luigi Renna, dal titolo «Grazie a loro, la civiltà dell’amore». Il presule evidenzia come il metodo adottato, fondato sul Sistema Preventivo donboschiano, non offrisse una semplice custodia, ma un progetto pedagogico basato sulla fiducia, sull’ascolto e sull’accompagnamento personale, capace di edificare una comunità coesa. Una visione condivisa dall’Ispettrice delle FMA di Sicilia, suor Angela Maria Maccioni, la quale ha ricordato che fare memoria non significa cedere alla nostalgia del passato, ma riconoscere le radici per orientare con consapevolezza il futuro.

La vicenda di San Gregorio valica così i confini strettamente locali per raccontare una dinamica diffusa in molti territori italiani. Le testimonianze delle ex allieve, le fotografie d’epoca e le memorie raccolte nel libro dimostrano che, sebbene le strutture possano cambiare destinazione e i servizi terminare, il seme gettato dall’educazione continua a vivere nelle persone e nella rete di relazioni della comunità.

2 commenti su “San Gregorio e le Figlie di Maria Ausiliatrice: la storia del territorio diventa un libro”

  1. Ringrazio Sua Eccellenza l’arcivescovo Renna per l’introduzione con la quale il libro si è impreziosito ancora di più. Ringrazio Sua Eccellenza anche per lo spirito e la benevolenza con i quali mi ha accolto ed ha accolto il mio lavoro. Un grazie va ancora all’Ispettrice delle FMA -ISI, Sr. Angela Maccioni, per la prefazione e per la dotta e acuta presentazione del libro la sera della manifestazione. Un grazie particolare anche a Sr. Cettina Cacciato Insilla, Segretaria dell’Ispettoria che mi ha aperto le porte dell’archivio e mi ha guidato in alcuni momenti della ricerca.
    Senza la volontà dell’amministrazione comunale di San Gregorio, però, guidata dal sindaco Seby Sgroi e dell’assessora alla Cultura Giusi Lo Bianco, il libro non avrebbe potuto vedere la luce. L’amministrazione ha comperato un copioso numero di copie che sono state distribuite alle Figlie di Maria Ausiliatrice e a tutte le ex allieve di San Gregorio che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera. Grazie all’autore dell’articolo, Giuseppe Russo.

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