È stato presentato lo scorso 14 luglio, nel Salone dei Vescovi dell’Arcidiocesi di Catania, il documento dal titolo “Assieme, per San Cristoforo. Democrazia è partecipazione”, il patto civico promosso dal Cantiere per Catania per rilanciare il quartiere attraverso un’azione condivisa. Il testo è frutto di un’elaborazione collettiva condotta negli ultimi mesi da una rete ampia e trasversale di realtà territoriali: organismi associativi, sindacali e di rappresentanza, scuole, parrocchie e cittadini. Pur essendo ancora in fase di sottoscrizione, ha già raccolto l’adesione di 75 soggetti, a testimonianza della forte partecipazione civica che accompagna il percorso. Il patto si propone anche come base propedeutica all’attivazione di un Patto Educativo di Comunità dedicato al quartiere.
Continuità e sussidiarietà al centro
Nel corso dell’incontro è intervenuto l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, che ha indicato le due direttrici fondamentali dell’impegno richiesto al territorio: continuità e sussidiarietà. «Occorrono progetti da sviluppare nel lungo periodo – ha sottolineato –. La continuità deve essere una parola chiave. E accanto alle risorse statali, serve un investimento più ampio che coinvolga il terzo settore e il volontariato».
Le parole dell’arcivescovo hanno offerto il quadro in cui inserire un processo che punta a non fermarsi al confronto con l’Amministrazione comunale sulla gestione dei fondi del cosiddetto decreto Caivano, ma a sviluppare una progettualità integrata che tenga insieme offerta formativa, occupazione e partecipazione attiva. La base è una ricerca sul territorio che ha evidenziato carenze strutturali, in particolare sul fronte dell’occupazione femminile e della formazione.
I nodi critici e le proposte
Nel documento si evidenzia la necessità di attivare Patti Educativi di Comunità, potenziare il tempo pieno scolastico, promuovere percorsi di formazione professionale e artigianale, sostenere l’imprenditoria giovanile e istituire una scuola secondaria superiore nel quartiere.
Il sociologo Carlo Colloca, tra i promotori del Cantiere per Catania, ha illustrato il lavoro statistico condotto sulla base dei dati Istat, da cui emergono gravi difficoltà occupazionali soprattutto per le donne, e ancor più per quelle provenienti da altri Paesi. Colloca ha ricordato come il percorso sia cominciato a gennaio, proprio in risposta al decreto Caivano, e abbia prodotto due documenti già presentati all’Amministrazione comunale. L’obiettivo ora è spingersi oltre, contribuendo a una visione più ampia delle progettualità da attuare nel quartiere.
I fondi e le priorità
Secondo i dati discussi durante la mattinata, il Comune di Catania, in relazione ai 20 milioni del decreto Caivano, avrebbe orientato il 78,1% delle risorse verso interventi infrastrutturali, inclusi progetti sulla viabilità, da realizzare nel medio-lungo periodo. Solo il 21,9% sarebbe destinato a riqualificazione sociale e ambientale, con una quota inferiore a 1,5 milioni di euro riservata ai servizi sociali.
A intervenire anche il prof. Mauro Mangano, dirigente scolastico dell’Istituto Omnicomprensivo Musco, la prof.ssa Agata Pappalardo, oggi a capo dell’ufficio diocesano per la prevenzione della dispersione scolastica, e il dott. Carmelo Coco, che hanno approfondito i temi legati all’emergenza educativa e alla democrazia partecipata, sottolineando l’importanza di un lavoro congiunto e duraturo tra le istituzioni e la comunità educante.